Ma che bel sogno!

Mi sveglio intorno alle 9 tanto contento perché ho fatto un incredibile sogno dai mille eccitanti risvolti e colpi di scena, e voglio raccontarvelo. E allora resto giusto quei due o tre o trecento minuti (non so ben quantificare, visto che il tempo nel sonno o veglia o sonno-veglia è solo una vaga grandezza senza confini) a ripercorrere le strade del mio sogno, e credo di averlo anche ripetuto ad alta voce come si conviene ad esempio prima di un’interrogazione di Storia. Memorizzato, bravo Matteo. Richiudo gli occhi appena sei o settecento (dilatati, vaghi, incalcolabili) minuti e quando alle 10.30 la luce torna a rompere i maroni ai miei occhietti marroni penso: Ora scrivo il nuovo post che parlerà dell’incredibile sogno di stanotte. Mi metto al PC e quando il file provablog di Word, dove scrivo tutti i miei post, si apre in una candida pagina bianca penso: Sì, ma che cazzo mi sono sognato? Tutto rimosso, vi giuro nessuna traccia. Solo la certezza che fosse davvero un bel sogno, divertente credo, altrimenti non mi sarebbe passato per la mente di riversare l’ansia nella Stanza. Un’ansia tra l’altro non vissuta, ma solo sognata (non questa notte, però). Che non è poi così vero che se una cosa la sogni e basta vuol dire che non la vivi. Sto divagando.
Poi ci si mette anche la premurosa voce di Word che si manifesta in una finestra dove gentilmente mi segnala che il mio Office non è originale, con tanto di link ad una pagina piena di quanti vantaggi potrei beneficiare istallando la versione a pagamento. Intuitivo Windows, devo dire. Sono anni che leggo, scrivo, ascolto, leggo, scrivo, ascolto, disegno pure, e scrivo soprattutto, abusando di programmi rigorosamente istallati da CD piratissimi e tu ora, dear Mr Windows, ti accorgi che sono tarocchi e ti trasformi in un quanto mai generoso amico del cuore che si prodiga perché io possa vivere gli scintillanti mondi di un Office originale, succhiandomi via euro ed euro ed euro? Davvero divertente. L’unico inconveniente, che spero di poter risolvere al più presto, è la stramaledettissima stellina azzurra con quell’agghiacciante punta rossa (che non dev’essere un buon segno) sotto alla barra, accanto all’iconcina dell’antivirus, vicino all’orologio e ai due computerini della connessione (avete capito o ve lo devo disegnare?) che ogni tanto si trasforma in una finestra che mi ricorda che il mio Office andrebbe, come dire, pagato, e io a quel punto clicco su ripeti in seguito. Un pulsante del tipo ignora, oppure non ripeterlo mai più, non è previsto, e allora devo trovare il modo di strapparla via dal PC, come quando non sopporti quel suono martellante e ripetitivo che va avanti all’infinito almeno finché, per stavolta, non decidi di dargli retta e metti la cintura, e intanto pensi a come sbarazzartene propendendo per il tranciare i cavetti elettrici nel bagagliaio della macchina.
Insomma, m’ero ripromesso di parlarvi del sogno e l’ho fatto. Se dovesse tornarmi in mente anche un solo dettaglio dedicherò post e post alle rimembranze finché non saranno mille e mille e, con una quasi banale operazione di collage, potrete scoprire l’intero sogno. Però una cosa me la ricordo, c’era dentro la mia ex prof del liceo che è tornata a disturbare le mie notti. Non era poi così divertente allora, a meno che non sia morta, o non le sia capitata una catastrofe, una tegola sul suo caschetto nero, o sia finita in un tombino. Chiaramente in sogno.
Ah, siamo quasi al week end (come passa il tempo!) e quindi ormai lo sapete. Aspetto le vostre trash news sui VIP della settimana nei modi e forme che più preferite (e-mail, commento, o PVT). Già ne è arrivata qualcuna, forza eh! E fate bei sogni anche voi!

57 commenti su “Ma che bel sogno!

  1. Ansia

    aNsia

    anSia

    ansIa

    ansiA

    si ricomincia sempre.

    Uno e a capo.

    O uno a te e uno a me?

    passami l’arancia ho fame e voglio bere.

    Un

    due

    tre

    StellA.

    Un bacio o forse tre..

    un saltello e sono da te.

  2. kartina, m’hai fatto venire un po’ d’ansia con questa storia dell’accollo legato a me che lo dovrei partorire al momento giusto. O_o Però è un po’ come dici tu. C’è un momento per tutto, anche per le parole che tornano. Un bacio.

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