Nella selezione di Prima Effe

Ancora una volta quando sono giù – influenzona, questo inverno me lo ricorderò – arriva una sorpresa a rilanciare l’umore su, su.
Il violino di Filo è stato scelto da la Feltrinelli e inserito all’interno del progetto che Prima Effe, Feltrinelli per la scuola, ha lanciato per avvicinare gli studenti ai grandi temi dell’attualità.
In particolare la selezione dei titoli proposti è stata pensata per l’insegnamento dell’educazione civica nelle scuole, in linea con gli obiettivi specifici di Costituzione, sviluppo sostenibile, cittadinanza.
Gli insegnanti che vorranno, potranno incontrare gli autori dei libri indicati, e io do la mia disponibilità.
QUI l’intera lista dei libri selezionati e le info dell’iniziativa.
Sono onorato. E – moderatamente influenzato – ringrazio.
Ci vediamo nelle scuole!

Le motivazioni del premio

Condivido con enorme gioia le bellissime parole che la giuria tecnica del premio letterario Il gigante delle langhe ha espresso per motivare la scelta del Violino di Filo fra i due finalisti per la categoria narrativa 8-10 anni.

Una terribile scossa di terremoto mette in ginocchio la città in cui vive Filippo, un bambino amante della musica che fa parte dell’orchestra della scuola del suo paese. Sarà la musica a dare a lui e a tutti i ragazzi della scuola l’energia giusta e nuove motivazioni per ricominciare.

L’orchestra scolastica dove Filo suona il violino troverà la spinta per rimettersi in gioco e partecipare al concorso nazionale per i gruppi orchestrali delle scuole.
Una storia che invita a riflettere su quanta forza interiore possiamo trovare di fronte ai momenti drammatici della vita. Momenti in cui è più facile conoscere e riconoscere gli altri. La solidarietà è la chiave che unisce la comunità verso una ricostruzione che passa attraverso la musica in una rigenerazione interiore, scevra da pregiudizi e stereotipi, che deformano la realtà e compromettono i rapporti con gli altri.

Matteo Grimaldi con scrittura leggera e con garbo ci introduce nel mondo dei ragazzi, nel loro instabile sentire, nel loro piccolo e grande caos esistenziale, e sa caratterizzare con arguzia il complesso rapporto tra mondo giovanile e mondo adulto.

Il Violino in finale al Gigante delle langhe

Una notizia davvero inaspettata e così importante e bella per me da lasciarmi senza parole.
Ho appena saputo che Il violino di Filo è finalista al premio letterario nazionale Il gigante delle langhe nella categoria 8+.
Ora la parola spetta ai 5mila bambini che in tutta Italia compongono la giuria dei lettori.
Ringrazio la giuria tecnica per avermi regalato questa mia prima e perciò indimenticabile volta nella finale di un premio così prestigioso.
Continuo a pensare fortemente che le storie che nascono dal cuore conoscano i modi per arrivare al cuore degli altri.
Ci vediamo il 28 marzo a Cortemilia per la finale.

Maestro

Non sto più nella pelle e voglio condividere questo meraviglioso momento con tutti voi.
Dopo tanto studio all’università, impegno, esperienze faticose e straordinarie, tirocini, supplenze, laboratori in giro per l’Italia con i miei libri, ho avuto l’opportunità che ho cercato e sognato per così tanto…
La scuola Kindergarten di Firenze, una realtà splendida e all’avanguardia, mi ha offerto un contratto a tempo indeterminato come insegnante di scuola primaria.
E così sarò l’insegnante di matematica e italiano di due classi seconde, tanti bambini e bambine di 7 anni che non vedo l’ora di conoscere.
Ringrazio tutti, ma proprio tutti, per come mi hanno accolto. Farò del mio meglio mettendoci ogni goccia del mare di entusiasmo che mi caratterizza da sempre.
Bisogna stare attenti a desiderare fortemente qualcosa, perché c’è il bellissimo rischio che possa accadere davvero.

Sorrisoni

Sono stati due giorni straordinari alla Libreria Giunti al Punto L’Aquila – cc L’Aquilone, in compagnia delle libraie Paola, Simona e Vale, che ringrazierò almeno altre cento volte, e dei tantissimi che mi hanno aperto le porte della loro quotidianità per qualche minuto; mi hanno stretto la mano, mi hanno chiesto consigli, me ne hanno dati, mi hanno invitato nelle scuole in cui insegnano, mi hanno raccontato di tutto, abbiamo riso insieme… Una totale e indimenticabile condivisione di esperienze e di vita.
Disteso sul letto, nel silenzio della mia stanza, mi domando se io tutto questo affetto che faccio fatica a descrivere, perché è davvero difficile rendere con le parole la bellezza di certi sguardi, me lo meriti oppure no. Certi sguardi abbracciano.
Io non riesco a sottovalutare tutto questo anzi, credo che la fiducia sia il dono e il privilegio più grande.
E poi arrivano loro, i giovanissimi. Che sono diventati il mio orizzonte. Tipo lui nella foto che ho postato, un assoluto Re!
“Ma questo Violino di Filo lo hai scritto davvero tu?”
“Sì!”
“Allora lo voglio leggere e tu… ti fai una foto con me?” e stampa un sorrisone sulla faccia.
Cari ragazzi e care ragazze, avrete sempre un posto speciale per me.
Alla prossima!

Un po’ di appuntamenti…

Ci sono un po’ di appuntamenti belli ad agosto di cui vi voglio parlare in rigoroso ordine cronologico.

Mercoledì 10 sarò al Punto Luce a L’Aquila – grazie per l’invito! – per un mini laboratorio di scrittura con i tanti bambini e ragazzi coinvolti dal Punto Luce in attività veramente speciali. Sarà un ritorno; la scorsa estate abbiamo fatto una bella chiacchierata super interattiva attorno ai temi del Violino di Filo, che era appena uscito.

Giovedì 11 e Venerdì 12 sempre a L’Aquila mi trovate in libreria da Giunti al Punto, presso il CC L’Aquilone, dalle 10:00 per gran parte della giornata.
Tornerò in veste di libraio con l’obiettivo di contribuire alla splendida iniziativa che le librerie Giunti al Punto portano avanti durante il mese di agosto: “Aiutaci a crescere. Regalaci un libro!”. In tutte le librerie Giunti al Punto d’Italia chiunque può acquistare libri per bambini e ragazzi da donare ai reparti pediatrici e alle biblioteche scolastiche della città. Andate in una libreria Giunti e scegliete un libro da regalare! Potrete personalizzarlo con una dedica e farete felice un bambino. Naturalmente sarà anche l’occasione per scambiare quattro chiacchiere e firmare le copie del Violino di Filo.
Il giretto da libraio/scrittore continua a…

Firenze ancora doppio appuntamento: venerdì 26 sempre dal mattino presso la libreria Giunti al Punto di via Guicciardini e sabato 27 presso la libreria Giunti al Punto di Novoli.

Ultimo appuntamento di agosto. Il 29 sarò a Dragoni in provincia di Caserta, per un evento letterario molto speciale dedicato a Eugenio, un ragazzo che il 29 agosto avrebbe compiuto 16 anni, e che invece ha dovuto lasciare questa vita a 14 anni a causa di un bruttissimo male. Ringrazio di cuore i suoi genitori Giuseppina e Remigio per avermi voluto lì con La famiglia X e Il violino di Filo. Vi racconterò meglio la storia di Eugenio nei prossimi giorni.

Ci vediamo in giro!

Una giusta sentenza

Nell’agosto del 2018 il signor S B, che fino a quel momento non conoscevo, è intervenuto nei commenti di un post sulla mia pagina Facebook e ha iniziato a insultarmi definendomi “contro natura” , “pervertito” e invitandomi esplicitamente a suicidarmi.
I motivi sarebbero: l’aver scritto La famiglia X, un romanzo per giovani lettori che racconta la vicenda dell’affido di un ragazzo a una coppia di due papà; l’avere a cuore il tema dei diritti per tutti e parlarne nel tentativo di sensibilizzare.
Credetemi, quello che mi ha fatto più male è stato leggere nei suoi commenti: “fate schifo” rivolto non solo a me, ma a una intera comunità, che avrebbe la colpa di essere omosessuale.
Ho querelato il signor S B e c’è stato un processo che si è concluso dopo 4 anni, lo scorso luglio, con la sentenza.
Il signor S B è stato condannato per diffamazione – ricordo ai leoni da tastiera che la diffamazione è un reato – e oltre alla multa, dovrà pagare le spese processuali e i danni alla mia persona.
Ringrazio di cuore l’avvocato Matteo Mammini per i consigli che mi ha dato, per la concretezza, la serietà e la competenza che ha dimostrato in tutte le scelte che ha fatto nel corso del processo. Ho deciso insieme a lui di pagare le spese processuali di una persona diffamata come me, che non ha la possibilità di sostenere un processo. Sono tanti coloro che subiscono l’odio e non denunciano perché non hanno la forza né il sostegno di nessuno.
Ho pensato che raccontare la mia vicenda per condividerla con quante più persone possibili possa essere d’aiuto a chi sopporta in silenzio e nel timore. No, sui social non si può dire tutto; no, dare del pervertito a qualcuno e invitarlo a suicidarsi non è un’opinione.
Grazie alle persone a me care, che mi hanno accompagnato con le loro parole fiduciose, mi hanno dato forze e motivazioni; sono un maestro, uno scrittore, non sono abituato ai tribunali. Non è stato facile, ma era la cosa giusta. Grazie anche all’inaspettata attenzione della stampa, che ha raccontato la vicenda (fra gli altri Next di Lorenzo Tosa e Gay.it) e dei tanti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che mi hanno manifestato la loro vicinanza. Ma il mio più grande ringraziamento va a voi. Ho ricevuto pubblicamente e privatamente migliaia di commenti di vicinanza e incoraggiamento. Carburante per proseguire il mio viaggio di scrittura.

 

 

Il Violino… per l’estate!

Felicissimo che la biblioteca di Modena abbia inserito Il violino di Filo fra i suggerimenti dei libri per l’estate a tema Passioni.
Il Comune sta facendo girare un opuscolo pieno zeppo di bei consigli letterari per i bambini della città.
Ah, se non ci fossero i bibliotecari…!!!

Le piazze dei libri

Martedì e mercoledì 5 e 6 luglio ho avuto il piacere di condurre in piazza Strozzi a Firenze due serate dedicate ai libri nell’ambito della cornice Le piazze dei libri, che ha visto 4 piazze fiorentine animarsi di eventi letterari.
La volontà di Giunti, che io ho molto apprezzato, era quella di rendere i librai protagonisti assieme agli autori.
Spesso la figura del libraio è poco considerata, e invece è così importante!
I librai sono capaci di grandiosi miracoli editoriali. Quando si innamorano di una storia la fanno arrivare lontano, con una capacità comunicativa che nessuna operazione di marketing riuscirebbe a eguagliare. Sono i librai a sapere che quel libro, proprio quello, piacerà tantissimo a quello specifico cliente. E non sbagliano, perché conoscono i loro amati clienti, e sono felici quando si realizza la magia che mette in contatto il libro col lettore giusto.
Mercoledì, nella serata dedicata al giallo, insieme a me c’era Daniele Città della libreria Giunti al punto di Careggi, che mi ha aiutato a intervistare Maria Letizia Grossi, autrice  del romanzo Le streghe bruciano al rogo e Alessandro Mauro Rossi, autore insieme a Dario Cecchini de L’enigma della vacca intera. Due gialli diversissimi!
Abbiamo parlato anche di Diritto di Sangue di Gigi Paoli, autore che i fiorentini venerano fra le altre cose per la sua capacità di immergere le storie in una Firenze che le permea a tal punto che in moltissimi vanno poi a caccia dei luoghi del romanzo fra le strade della città. Purtroppo Gigi non ha potuto partecipare per motivi di salute.
Anche Barbara Perna sarebbe dovuta essere con noi a parlarci della sua inarrestabile Annabella Abbondante, ma purtroppo anche lei non ha potuto. Il periodo, lo sappiamo, è quello che è.
Mercoledì poi ho avuto l’enorme gioia di rivedere e interloquire con Silena Santoni, autrice che io amo particolarmente, appena tornata in libreria col suo nuovo romanzo Volver. A farmi compagnia c’era Sonja Mauro della libreria Giunti al punto di Novoli e il giornalista e critico editoriale Alessandro Rizza.
Volver è un romanzo molto intenso, ambientato negli anni della dittatura del generale Videla in Argentina, gli anni dei desaparecidos, uomini e donne fatti sparire perché reazionari. A Buenos Aires, si muovono i destini di 6 personaggi che hanno tutti una storia emotivamente forte alle spalle.
Un romanzo direi a ritmo di tango, che ne è l’indiscussa colonna sonora e dal finale decisamente inaspettato, che resta nella memoria. E poi Silena è una che scrive benissimo. La scrittura le appartiene, e ne fa veicolo di emozioni attraverso il racconto di scene cinematografiche.
Mi sono divertito molto, e anche molto emozionato dalla grande partecipazione del pubblico.
Un ringraziamento speciale da parte mia va a Giunti Editore, che ormai per me è una famiglia, per la fiducia, e anche per aver reso protagonisti di un evento letterario con grandi nomi della nostra letteratura proprio i librai, categoria di cui io credo non smetterò mai di sentirmi parte.

Rita, alla nostra!

Qualche settimana fa, prima di uscire per andare a scuola mi ha raggiunto, istantanea e improvvisa come una freccia al cuore, la notizia della morte di Rita.
Rita Vergura era una Maestra (la emme maiuscola è il minimo, e comunque decisamente troppo poco quando si parla di lei). L’ho conosciuta perché, un giorno di 3 anni fa, mi ha scritto e mi ha chiesto di fare un corso di scrittura creativa di una settimana ai bambini della sua meravigliosa classe 5^D dell’Istituto Comprensivo Melchionda-De Bonis di San Giovanni Rotondo.
Da Firenze a San Giovanni Rotondo… per una settimana! La prima cosa che ho pensato (da fiorentino d’adozione) è stata: questa maestra deve essere una ganza pazzesca! Non mi sbagliavo.
Rita si è assicurata che mi venissero pagate tutte le spese di vitto, alloggio e pure il corso stesso grazie alla collaborazione fra lei e alcuni ristoratori della zona. In tempi in cui la scuola purtroppo gode di pochissimi fondi, Rita chiamava a raccolta esperti in ambiti artistici, ma non solo, e costruiva insieme a loro laboratori didattici che offrissero ai suoi bambini occasioni di qualità e li faceva finanziare agli imprenditori della zona. Stupefacente!
Ad accogliermi c’erano Michele, il suo compagno, e Rita, biondissima, in sedia a rotelle.
Potrei dire tante cose di quei giorni indimenticabili, potrei parlarvi della sua energia trascinante, di quel piglio deciso con cui si muoveva in classe sulla sua sedia a rotelle, del rispetto che i bambini le portavano; potrei raccontare quanto il mio metro e 96 mi facesse sentire piccolo accanto a lei, ma suonerebbero parole melense e forse patetiche, e non piacerebbe a me come non piacerebbe a Rita.
Voglio invece ricordare quei giorni di grande lavoro e di grandi risate.
I bambini hanno accolto la sfida di scrivere un racconto insieme a me; hanno ascoltato con pazienza le mie lezioni teoriche e poi messo in pratica i miei suggerimenti. Anche chi inizialmente era titubante ha mollato le difese quando si è accorto che stava scrivendo una storia bella! Ho visto i loro volti sorprendersi della capacità inaspettata di far esplodere la creatività, ed era questo il mio principale obiettivo.
Rita, dovresti essere nominata Maestra d’Italia; inarrestabile, che credevi nella scuola come luogo di esperienze, grazie! Sì, grazie per tutte le chiacchiere, le confidenze, i brindisi; grazie per avermi aperto le porte della tua eccezionale famiglia a cui mando un abbraccio enorme. Penso a Michele che quando mi manda gli auguri, me li manda ancora anche da parte tua. Non smettevate di ridere mai. 
Rita – eccoci che piango, e lo sapevo che sarebbe finita così – ti devo moltissimo e sono felice di avertelo detto in uno dei nostri aggiornamenti. Tu lo sai, ma io lo voglio dire a tutti, se non mi avessi scritto quel giorno di tre anni fa, probabilmente – anzi, sicuramente – io oggi non sarei un maestro. E questa è la scelta più importante che io abbia preso in vita mia, dopo aver lavorato coi tuoi bambini, dopo aver conosciuto te.
Il tuo esempio mi accompagnerà sempre, e se riuscirò ad avvicinarmi almeno un po’ al valore dei tuoi insegnamenti mi potrò ritenere un bravo maestro.
Vorrei concludere questo mio breve scritto per te col brindisi che ci piaceva tanto: “alla nostra!”.  Ti vorrò sempre bene.