Che temperatura rileva la boa di Baltimora?

Ho visto al tg che tanta gente ha passato il lungo week end del primo maggio al mare. Non ho capito, però, perché intervistano sempre e solo balenottere azzurre in bichini, o pesci palla con lo slip incastrato nel culo, arenati sulla sabbia con gli occhiali da sole di plastica bianca che, al cospetto di un tal orrore, prima mi verrebbe il vomito e poi sarebbe dura resistere alla tentazione di lanciare a quelle ingombranti specie marine le banane o le noccioline insieme a qualche gamberetto essiccato, altro che interviste. Mi par già sorprendente che non abbiano azzannato il microfono scambiandolo per un cannolicchio abbronzato. È anche per questo che a me non tanto piace il mare, perché non mi piace essere disturbato, se non dal mare, appunto. In spiaggia non ti senti solo e in pace con te stesso neanche se dovesse arrivare un kamikaze a farsi esplodere tra la folla in un meraviglioso sterminio di massa. Ci sono troppe voci, piedi che corrono, palloni di plastica scaldata dal sole che vengono continuamente a sbatterti addosso, neanche il tuo corpo fosse calamita e il pallone ferro. Figuriamoci poi se stavi sognando di amori leggeri come farfalle nei campi, col sottofondo e il profumo del mare e ti arriva una microfonata tra i denti, apri gli occhi con la telecamera di Studio Aperto a 7 cm dalla faccia e l’inviata col vento finto tra i capelli (finti) ti fa: “Voglia di mare?”. No, voglia di mandarti a raccogliere telline, stronza.
Mi piacerebbe poterci andare quando non c’è nessuno, magari fuori stagione o di notte, chiudere gli occhi e non pensare a nient’altro che ad ascoltare la sua voce. Qua a Firenze il mare non c’è (lo sapevate?), ma quando la sera passo ponte Delle Grazie mi fermo sempre qualche istante a guardare l’Arno trascinato dal vento. Resto poco, però in quel poco spariscono i pensieri, belli e brutti, come se in quegli attimi perdessi la facoltà di costruire collegamenti cerebrali. Più niente in testa finché non riprendo la mia strada fino a casa.
Per ora non ci sono novità rilevanti. Ho consegnato 30 curricula e ho ricevuto ben 0 (zero) chiamate e quindi zero proposte di lavoro. Se ci pensate c’è un che di positivo, almeno non sono angosciato dall’interrogativo se sia meglio lavorare in una libreria o mettere a posto scatole di cereali all’Esselunga o dire a una cliente della Benetton: “Uh, quanto le dona questa gonna (che ti fa sembrare la gemella della mucca Carolina)! perché non mi ha chiamato né una qualunque libreria, né l’Esselunga né la Benetton. L’altro ieri c’era un cartello che diceva Cercasi personale sul vetro della porta di Lush, uno di quei negozietti sparsi in tutta Italia che vendono le saponette profumate e le boccette di olio per la pelle. Ieri vado a consegnare il curriculum e la signorina mi risponde: “In questo momento siamo  a posto, ma il curriculum puoi lasciarlo, se vuoi”. Io guardo esterrefatto il vetro della porta e, mentre mi chiedo dove sia finito il cartello, le chiedo: “Ma non c’era un cartello con scritto Cercasi personale?” “Sì c’era!” “Ah, l’avete trovato, il personale?” Spunta da una porticina nascosta una grassona col grembiule. La bella padroncina guarda lei, poi guarda me e: “Ehm sì, per ora…”.
Per quanto riguarda il Mc Donald’s di L’Aquila dalla riunione di oggi, alla quale io non sono potuto andare, visto che non si è tenuta a Firenze, sono venute fuori notizie frammentarie. A quanto dicono staremmo in cassa integrazione straordinaria fino alla riapertura e percepiremmo una cifra che va dal 40 all’80 per cento dello stipendio completo, e c’è una bella differenza, gli avrei detto io, ma non gliel’ha detto nessuno. Per farvi capire sui 300/400 euro al mese, non a vignetta. Non si sa bene neanche se questi soldi verranno versati fin da maggio o se dovremo aspettare giugno/luglio, e non è che uno possa aspettare giugno/luglio per riprendere a mangiare e via dicendo.  Ora vado a portare la macchina dal carrozziere. Mentre seguivo The day after tomorrow, che si son dimenticati The nel sottotitolo che ogni tanto scorreva a fondo schermo, ha fatto uno scroscio improvviso e fortissimo d’acqua accompagnato da lampi impressionanti che volevo chiamare il centro meteorologico mondiale per sapere se la temperatura rilevata dalla boa di Baltimora era rassicurante o se era scesa di 13 gradi al secondo come nel catastrofico film. Non credo che il tappetino incastrato nel buco del finestrino che non esiste più abbia resistito alla tempesta. Spero anche che il vigile abbia risparmiato il mio macinino dalla multa perché mi son dimenticato di spostarla ieri che la Fiorentina giocava in casa. Per la serie: Non so se ancora posseggo un’automobile. Luca mi ha detto che forse c’hanno messo le ganasce, perché qua si usa così. Io quasi quasi la lascio lì, e se ogni giorno ci applicano nuove ganasce sulle altre, tra un po’ sarà più famosa del lampione di ponte Milvio soffocato dai lucchetti dell’ammmòòòre di Moccia.
Saluti (e baci).

8 commenti su “Che temperatura rileva la boa di Baltimora?

  1. Al mare si va ad ottobre, dicembre, gennaio e aprile. D’estate mettici il caldo e il mondo circostante che si comporta in modo opposto e contrario ai miei dettami, che mi ritroverei a sprigionare un’onda energetica che interromperebbe la loro aspettativa di vita.

    Che belli i ponti… io amo ponte Duca d’Aosta a Roma e a prosito del lampione di Ponte Milvio, ormai non esiste più. Ci sono due paletti bassi e una catena lunga a cui appendere i lucchetti mocciosi. In allegato c’è anche il senegalese che ne vende di ogni forma e colore.

    Se le lezioni di economia aziendale non erano solo una perdita di tempo, posso dirti che la cassa integrazione straordinaria equivale all’80% dello stipendio. Poi tutto può essere! in 6anni può essere successo di tutto!

    Per il nuovo lavoro, io direi di non accantonare l’idea di accanirti contro la commessa libraia inefficiente.

    – smile –

  2. Anche io stavo seguendo “The day after tomorrow” quando è venuto giù il monsone. Ho fatto il tuo stesso pensiero… Sulla imminente glaciazione.

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