Arrivano le aquilane Last Ladies

Stanotte la Wind mi ha mandato il seguente SMS: “Le abbiamo scalato -0.07 Euro a fronte dei 5 Euro previsti per il rinnovo del Noi Wind. Per poter utilizzare il traffico bonus deve effettuare una ricarica”. Io volevo rispondere solo tre parole: Grazie Di Esistere, seguite da un punto esclamativo! Proprio così, esatto, ma non avevo credito per farlo. Ti succhiano pure l’anima, ‘sti vampiri.
Mi hanno scalato sette centesimi, cioè tutto quello che avevo nella scheda, senza neanche salutarmi. Un: “Salve amico, come andiamo?” oppure un educato: “Arrivederci, buone cose!” finale; niente di niente. Che ci crediate o no quei sette centesimi erano importanti. Ora non posso neanche più comunicare attraverso il codice Morse degli squilli. Squillo breve = punto, squillo lungo = linea. Punto linea è A, linea punto punto punto B e così via.
Credo che dovrò presto interrompere la mia clausura volontaria (non che la presenza di un plotone armato fuori casa sia proprio di stimolo ad uscire) almeno per andare a ricaricare la scheda, ché da casa, la mia banca on line, non me lo fa fare, perché la mia banca è differente. Sono anche finiti i gamberetti essiccati per le tartarughe e coi bastoncini vitaminici ci vanno avanti al massimo altri tre giorni. Come se non bastasse s’è fulminata la lampadina UVA e pure quella costa un tot, per non parlare del deodorante Borotalco spray, essenziale più che mai, per me, non per le tartarughe. Sapete, nessuno mi riempie buste di plastica con tutto l’occorrente e mi dice: “Stai tranquillo, Matteo, me lo pagherai appena qualcuno ti verserà i soldi che ti spettano!”. No, loro i soldi giustamente li vogliono subito, perché se no sei un ladro. La riapertura del Mc Donald’s avverrà (gioite e ripetete con me in coro Alleluja Alleluja) il 17 luglio che è venerdì. Aspettare un giorno in più pareva brutto?
Comunque è bene che si sappia che la gente che aveva un lavoro (me compreso) e che dopo il terremoto è rimasta senza, non è stata abbandonata a se stessa, no, per niente. È finita in cassa integrazione straordinaria, ma fino ad ora non ha visto un centesimo. Nessuno. I soldi dovrebbero arrivare tutti assieme a settembre. Ma, dico io, se uno con quella sommetta mensile doveva viverci che fa, smette di mangiare fino a settembre? Il senso della cassa integrazione, correggetemi se sbaglio, è quello di supplire alla mancanza dello stipendio, per tutto il tempo che sarà. È adesso che le persone hanno bisogno di quei soldi, non fra due o tre mesi quando avranno ricominciato, si spera, almeno a lavorare.
Le nostre donne aquilane ne hanno pensata un’altra delle loro. Si sono appuntate sul petto un cartello con scritto: Last Ladies. Dopo Yes we camp! ancora una volta l’ironia per ricordare alle belle signore, mogli dei potenti, che esistono anche le last ladies, quelle sulle sedie di plastica, con la pelle bruciata dal sole, che non hanno bisogno di una pedana che simuli il terremoto per capire cosa si prova. Bisogna pur occupare il tempo a queste 8 pinguine, così qualcuno ha avuto la brillante idea di montare un simulatore di sisma nel cortile della caserma. La macchina è stata fatta funzionare mentre l’ingegnere spiegava. A dimostrazione avvenuta, l’invito scherzoso: “Qualcuna vuole provare?” la Barroso ha alzato la mano senza esitazioni (evviva un gioco nuovo!) e un attimo dopo saliva decisa sulla pedana. Seguita con un po’ più di esitazione dalle altre tre signore. Alla fine, facce un po’ stordite e tante domande, soprattutto dalla spagnola, per nulla spaventata. Ma di cosa avrebbe dovuto spaventarsi, scusate? Perché non la infilate in una stanza al buio, alle tre e trentadue della notte mentre gli si sgretolano le pareti davanti agli occhi; lei tenta invano di uscire, ma non ce la fa perché il pavimento si muove e non riesce a seguire una direzione crollando continuamente a terra. E vediamo se ha paura. Questo è il terremoto. Quello che hanno fatto loro è un giro in giostra, che è diverso.
Oggi c’è stato il grande pranzo in cui i leader hanno potuto apprezzare la gustosissima cucina italiana. Una tavola imbandita di sfiziosità inenarrabili e Obama che fa? Chiede che gli venga portato un cheeseburger col ketchup. Non è una battuta, giuro. Anche Carla Bruni ha raggiunto le altre bacarozze. È arrivata all’ultimo perché non gliene poteva fregare di meno di stare a visitare Roma, ieri, così è venuta direttamente a L’Aquila ad incontrare i terremotati. Comprendentemi, ma non posso assolutamente rivelare i particolari del nostro incontro privatissimo, però provate ad immaginare, insomma. Certo, mi sono dovuto disfare di tutte le chitarre classiche nel raggio di duemila e quattrocento chilometri se no, rapita dal suo talento da se stessa (e basta) riconosciuto, avrebbe dato vita ad un supplizio canoro che ora come ora, mi scuserà, ma proprio non ce la farei a sopportare.

7 commenti su “Arrivano le aquilane Last Ladies

  1. veramente anche la visita alla città distruttua pare un giro di giostra…un diversivo…a me sembra surreale, quello che sta accadendo lì. se non ho capito male, da venerdì ricominciate a lavorare al mc?

  2. Ho sempre pensato che il G8 a L’Aquila fosse solo una presa per i fondelli per chi aveva vissuto il terremoto. Ma ora le “giostre”… non si vergognano? Disgraziati.

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