Maestro

Non sto più nella pelle e voglio condividere questo meraviglioso momento con tutti voi.
Dopo tanto studio all’università, impegno, esperienze faticose e straordinarie, tirocini, supplenze, laboratori in giro per l’Italia con i miei libri, ho avuto l’opportunità che ho cercato e sognato per così tanto…
La scuola Kindergarten di Firenze, una realtà splendida e all’avanguardia, mi ha offerto un contratto a tempo indeterminato come insegnante di scuola primaria.
E così sarò l’insegnante di matematica e italiano di due classi seconde, tanti bambini e bambine di 7 anni che non vedo l’ora di conoscere.
Ringrazio tutti, ma proprio tutti, per come mi hanno accolto. Farò del mio meglio mettendoci ogni goccia del mare di entusiasmo che mi caratterizza da sempre.
Bisogna stare attenti a desiderare fortemente qualcosa, perché c’è il bellissimo rischio che possa accadere davvero.

Sorrisoni

Sono stati due giorni straordinari alla Libreria Giunti al Punto L’Aquila – cc L’Aquilone, in compagnia delle libraie Paola, Simona e Vale, che ringrazierò almeno altre cento volte, e dei tantissimi che mi hanno aperto le porte della loro quotidianità per qualche minuto; mi hanno stretto la mano, mi hanno chiesto consigli, me ne hanno dati, mi hanno invitato nelle scuole in cui insegnano, mi hanno raccontato di tutto, abbiamo riso insieme… Una totale e indimenticabile condivisione di esperienze e di vita.
Disteso sul letto, nel silenzio della mia stanza, mi domando se io tutto questo affetto che faccio fatica a descrivere, perché è davvero difficile rendere con le parole la bellezza di certi sguardi, me lo meriti oppure no. Certi sguardi abbracciano.
Io non riesco a sottovalutare tutto questo anzi, credo che la fiducia sia il dono e il privilegio più grande.
E poi arrivano loro, i giovanissimi. Che sono diventati il mio orizzonte. Tipo lui nella foto che ho postato, un assoluto Re!
“Ma questo Violino di Filo lo hai scritto davvero tu?”
“Sì!”
“Allora lo voglio leggere e tu… ti fai una foto con me?” e stampa un sorrisone sulla faccia.
Cari ragazzi e care ragazze, avrete sempre un posto speciale per me.
Alla prossima!

Un po’ di appuntamenti…

Ci sono un po’ di appuntamenti belli ad agosto di cui vi voglio parlare in rigoroso ordine cronologico.

Mercoledì 10 sarò al Punto Luce a L’Aquila – grazie per l’invito! – per un mini laboratorio di scrittura con i tanti bambini e ragazzi coinvolti dal Punto Luce in attività veramente speciali. Sarà un ritorno; la scorsa estate abbiamo fatto una bella chiacchierata super interattiva attorno ai temi del Violino di Filo, che era appena uscito.

Giovedì 11 e Venerdì 12 sempre a L’Aquila mi trovate in libreria da Giunti al Punto, presso il CC L’Aquilone, dalle 10:00 per gran parte della giornata.
Tornerò in veste di libraio con l’obiettivo di contribuire alla splendida iniziativa che le librerie Giunti al Punto portano avanti durante il mese di agosto: “Aiutaci a crescere. Regalaci un libro!”. In tutte le librerie Giunti al Punto d’Italia chiunque può acquistare libri per bambini e ragazzi da donare ai reparti pediatrici e alle biblioteche scolastiche della città. Andate in una libreria Giunti e scegliete un libro da regalare! Potrete personalizzarlo con una dedica e farete felice un bambino. Naturalmente sarà anche l’occasione per scambiare quattro chiacchiere e firmare le copie del Violino di Filo.
Il giretto da libraio/scrittore continua a…

Firenze ancora doppio appuntamento: venerdì 26 sempre dal mattino presso la libreria Giunti al Punto di via Guicciardini e sabato 27 presso la libreria Giunti al Punto di Novoli.

Ultimo appuntamento di agosto. Il 29 sarò a Dragoni in provincia di Caserta, per un evento letterario molto speciale dedicato a Eugenio, un ragazzo che il 29 agosto avrebbe compiuto 16 anni, e che invece ha dovuto lasciare questa vita a 14 anni a causa di un bruttissimo male. Ringrazio di cuore i suoi genitori Giuseppina e Remigio per avermi voluto lì con La famiglia X e Il violino di Filo. Vi racconterò meglio la storia di Eugenio nei prossimi giorni.

Ci vediamo in giro!

Una giusta sentenza

Nell’agosto del 2018 il signor S B, che fino a quel momento non conoscevo, è intervenuto nei commenti di un post sulla mia pagina Facebook e ha iniziato a insultarmi definendomi “contro natura” , “pervertito” e invitandomi esplicitamente a suicidarmi.
I motivi sarebbero: l’aver scritto La famiglia X, un romanzo per giovani lettori che racconta la vicenda dell’affido di un ragazzo a una coppia di due papà; l’avere a cuore il tema dei diritti per tutti e parlarne nel tentativo di sensibilizzare.
Credetemi, quello che mi ha fatto più male è stato leggere nei suoi commenti: “fate schifo” rivolto non solo a me, ma a una intera comunità, che avrebbe la colpa di essere omosessuale.
Ho querelato il signor S B e c’è stato un processo che si è concluso dopo 4 anni, lo scorso luglio, con la sentenza.
Il signor S B è stato condannato per diffamazione – ricordo ai leoni da tastiera che la diffamazione è un reato – e oltre alla multa, dovrà pagare le spese processuali e i danni alla mia persona.
Ringrazio di cuore l’avvocato Matteo Mammini per i consigli che mi ha dato, per la concretezza, la serietà e la competenza che ha dimostrato in tutte le scelte che ha fatto nel corso del processo. Ho deciso insieme a lui di pagare le spese processuali di una persona diffamata come me, che non ha la possibilità di sostenere un processo. Sono tanti coloro che subiscono l’odio e non denunciano perché non hanno la forza né il sostegno di nessuno.
Ho pensato che raccontare la mia vicenda per condividerla con quante più persone possibili possa essere d’aiuto a chi sopporta in silenzio e nel timore. No, sui social non si può dire tutto; no, dare del pervertito a qualcuno e invitarlo a suicidarsi non è un’opinione.
Grazie alle persone a me care, che mi hanno accompagnato con le loro parole fiduciose, mi hanno dato forze e motivazioni; sono un maestro, uno scrittore, non sono abituato ai tribunali. Non è stato facile, ma era la cosa giusta. Grazie anche all’inaspettata attenzione della stampa, che ha raccontato la vicenda (fra gli altri Next di Lorenzo Tosa e Gay.it) e dei tanti personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che mi hanno manifestato la loro vicinanza. Ma il mio più grande ringraziamento va a voi. Ho ricevuto pubblicamente e privatamente migliaia di commenti di vicinanza e incoraggiamento. Carburante per proseguire il mio viaggio di scrittura.

 

 

Il Violino… per l’estate!

Felicissimo che la biblioteca di Modena abbia inserito Il violino di Filo fra i suggerimenti dei libri per l’estate a tema Passioni.
Il Comune sta facendo girare un opuscolo pieno zeppo di bei consigli letterari per i bambini della città.
Ah, se non ci fossero i bibliotecari…!!!

Le piazze dei libri

Martedì e mercoledì 5 e 6 luglio ho avuto il piacere di condurre in piazza Strozzi a Firenze due serate dedicate ai libri nell’ambito della cornice Le piazze dei libri, che ha visto 4 piazze fiorentine animarsi di eventi letterari.
La volontà di Giunti, che io ho molto apprezzato, era quella di rendere i librai protagonisti assieme agli autori.
Spesso la figura del libraio è poco considerata, e invece è così importante!
I librai sono capaci di grandiosi miracoli editoriali. Quando si innamorano di una storia la fanno arrivare lontano, con una capacità comunicativa che nessuna operazione di marketing riuscirebbe a eguagliare. Sono i librai a sapere che quel libro, proprio quello, piacerà tantissimo a quello specifico cliente. E non sbagliano, perché conoscono i loro amati clienti, e sono felici quando si realizza la magia che mette in contatto il libro col lettore giusto.
Mercoledì, nella serata dedicata al giallo, insieme a me c’era Daniele Città della libreria Giunti al punto di Careggi, che mi ha aiutato a intervistare Maria Letizia Grossi, autrice  del romanzo Le streghe bruciano al rogo e Alessandro Mauro Rossi, autore insieme a Dario Cecchini de L’enigma della vacca intera. Due gialli diversissimi!
Abbiamo parlato anche di Diritto di Sangue di Gigi Paoli, autore che i fiorentini venerano fra le altre cose per la sua capacità di immergere le storie in una Firenze che le permea a tal punto che in moltissimi vanno poi a caccia dei luoghi del romanzo fra le strade della città. Purtroppo Gigi non ha potuto partecipare per motivi di salute.
Anche Barbara Perna sarebbe dovuta essere con noi a parlarci della sua inarrestabile Annabella Abbondante, ma purtroppo anche lei non ha potuto. Il periodo, lo sappiamo, è quello che è.
Mercoledì poi ho avuto l’enorme gioia di rivedere e interloquire con Silena Santoni, autrice che io amo particolarmente, appena tornata in libreria col suo nuovo romanzo Volver. A farmi compagnia c’era Sonja Mauro della libreria Giunti al punto di Novoli e il giornalista e critico editoriale Alessandro Rizza.
Volver è un romanzo molto intenso, ambientato negli anni della dittatura del generale Videla in Argentina, gli anni dei desaparecidos, uomini e donne fatti sparire perché reazionari. A Buenos Aires, si muovono i destini di 6 personaggi che hanno tutti una storia emotivamente forte alle spalle.
Un romanzo direi a ritmo di tango, che ne è l’indiscussa colonna sonora e dal finale decisamente inaspettato, che resta nella memoria. E poi Silena è una che scrive benissimo. La scrittura le appartiene, e ne fa veicolo di emozioni attraverso il racconto di scene cinematografiche.
Mi sono divertito molto, e anche molto emozionato dalla grande partecipazione del pubblico.
Un ringraziamento speciale da parte mia va a Giunti Editore, che ormai per me è una famiglia, per la fiducia, e anche per aver reso protagonisti di un evento letterario con grandi nomi della nostra letteratura proprio i librai, categoria di cui io credo non smetterò mai di sentirmi parte.

Rita, alla nostra!

Qualche settimana fa, prima di uscire per andare a scuola mi ha raggiunto, istantanea e improvvisa come una freccia al cuore, la notizia della morte di Rita.
Rita Vergura era una Maestra (la emme maiuscola è il minimo, e comunque decisamente troppo poco quando si parla di lei). L’ho conosciuta perché, un giorno di 3 anni fa, mi ha scritto e mi ha chiesto di fare un corso di scrittura creativa di una settimana ai bambini della sua meravigliosa classe 5^D dell’Istituto Comprensivo Melchionda-De Bonis di San Giovanni Rotondo.
Da Firenze a San Giovanni Rotondo… per una settimana! La prima cosa che ho pensato (da fiorentino d’adozione) è stata: questa maestra deve essere una ganza pazzesca! Non mi sbagliavo.
Rita si è assicurata che mi venissero pagate tutte le spese di vitto, alloggio e pure il corso stesso grazie alla collaborazione fra lei e alcuni ristoratori della zona. In tempi in cui la scuola purtroppo gode di pochissimi fondi, Rita chiamava a raccolta esperti in ambiti artistici, ma non solo, e costruiva insieme a loro laboratori didattici che offrissero ai suoi bambini occasioni di qualità e li faceva finanziare agli imprenditori della zona. Stupefacente!
Ad accogliermi c’erano Michele, il suo compagno, e Rita, biondissima, in sedia a rotelle.
Potrei dire tante cose di quei giorni indimenticabili, potrei parlarvi della sua energia trascinante, di quel piglio deciso con cui si muoveva in classe sulla sua sedia a rotelle, del rispetto che i bambini le portavano; potrei raccontare quanto il mio metro e 96 mi facesse sentire piccolo accanto a lei, ma suonerebbero parole melense e forse patetiche, e non piacerebbe a me come non piacerebbe a Rita.
Voglio invece ricordare quei giorni di grande lavoro e di grandi risate.
I bambini hanno accolto la sfida di scrivere un racconto insieme a me; hanno ascoltato con pazienza le mie lezioni teoriche e poi messo in pratica i miei suggerimenti. Anche chi inizialmente era titubante ha mollato le difese quando si è accorto che stava scrivendo una storia bella! Ho visto i loro volti sorprendersi della capacità inaspettata di far esplodere la creatività, ed era questo il mio principale obiettivo.
Rita, dovresti essere nominata Maestra d’Italia; inarrestabile, che credevi nella scuola come luogo di esperienze, grazie! Sì, grazie per tutte le chiacchiere, le confidenze, i brindisi; grazie per avermi aperto le porte della tua eccezionale famiglia a cui mando un abbraccio enorme. Penso a Michele che quando mi manda gli auguri, me li manda ancora anche da parte tua. Non smettevate di ridere mai. 
Rita – eccoci che piango, e lo sapevo che sarebbe finita così – ti devo moltissimo e sono felice di avertelo detto in uno dei nostri aggiornamenti. Tu lo sai, ma io lo voglio dire a tutti, se non mi avessi scritto quel giorno di tre anni fa, probabilmente – anzi, sicuramente – io oggi non sarei un maestro. E questa è la scelta più importante che io abbia preso in vita mia, dopo aver lavorato coi tuoi bambini, dopo aver conosciuto te.
Il tuo esempio mi accompagnerà sempre, e se riuscirò ad avvicinarmi almeno un po’ al valore dei tuoi insegnamenti mi potrò ritenere un bravo maestro.
Vorrei concludere questo mio breve scritto per te col brindisi che ci piaceva tanto: “alla nostra!”.  Ti vorrò sempre bene.

Dal Salone Internazionale del Libro di Torino

La famiglia X consigliato dal Torino Pride

Mi sarebbe tanto piaciuto poter venire al Salone Internazionale del Libro di Torino, anche solo per un giorno, e in effetti avevo pianificato di esserci, ma poi sono arrivate, tutte insieme, questioni importanti che segnano qualche cambiamento e consolidano certezze nella mia vita – avete presente quegli eventi che sembrano parlare, che ti rassicurano e ti spingono avanti come il vento? Cose belle, di cui sicuramente scriverò, ma mi ci vuole sempre un po’ ad elaborare, alle quali si è aggiunta qualche bega, risolvibile, ma che appunto andava risolta nell’immediato, e quindi purtroppo niente Torino2022!

Ma! La bellezza delle storie è che quelle non sentono ragioni, né vanno in pausa. Agli stand di Giunti Editore e Camelozampa se ne stanno belli belli a salutare tutti Il violino di Filo e La famiglia X, e saperlo mi emoziona sempre. Come non mi dimentico di tutti gli abbracci che avrei voluto dare e che sono solo rimandati.
E poi, bellissima sorpresa, il Torino Pride ha inserito La famiglia X fra i libri consigliati! Ma che meraviglia! Grazie infinite.

Tommaso

Una donna va a riprendere il figlio a scuola, parcheggia l’automobile, dice all’altro suo figlio di 12 anni di aspettarla in macchina, scende dall’auto. Da quel momento inizia l’incubo, la scena più efferata di un film spietato, un nuovo immenso dolore per la mia città, L’Aquila.
La macchina si sfrena – da una prima ricostruzione si ipotizza che sia stato il ragazzo all’interno a togliere il freno a mano – acquista velocità, abbatte la recinzione e piomba nel cortile della scuola proprio nel momento in cui è popolato dai bimbi dell’infanzia, travolge sei bambini, che rimangono incastrati fra le lamiere della recinzione e la macchina. Le maestre li soccorrono e sono tuttora ricoverati in ospedale in condizioni piuttosto serie – prego per loro.
Tommaso, 4 anni, non ce la fa, muore nel tragitto dalla scuola all’ospedale.
La zia del piccolo ha voluto ricordarlo raccontando un dolce aneddoto: “Eravamo nel giardino di sua nonna, mi aveva portato a vedere tutte le nuove piantine. Era un animo puro, cercava sempre di intervenire per rasserenarci tutti. Quel giorno piangeva perché si era fatto male. Io non riuscivo a consolarlo e il suo dolore mi ha intristita. Lui l’ha notato e mi ha detto: “Zia, non preoccuparti. Non è niente”. A quel punto ha subito smesso di piangere”.
Un bambino di 4 anni muore in un giorno qualunque, travolto da un’automobile senza controllo mentre gioca coi suoi compagni a scuola. Come si può trovare una giustificazione a un evento così assurdo, inconcepibile?!
Un enorme abbraccio alla sua mamma e al suo papà. Tutta la popolazione dell’Aquila si stringe attorno a voi. Mi dispiace tanto.

 

17 maggio

Oggi è il 17 maggio ed è la giornata scelta in tutto il mondo per fare una riflessione su quanto sia importante lavorare contro l’omobitransfobia.
Quando ho pubblicato La famiglia X non avevo la minima idea dei km che questa piccola storia sarebbe stata capace di percorrere sulla strada dei diritti. Del passaparola straordinario che ragazzi e ragazze avrebbero innescato e che continua tuttora a sorprendermi. Dell’affetto che i media gli avrebbero donato, una fra tutte Oriana Picceni che scrive su Style:
“Una lettura da condividere assolutamente. Perché tra queste pagine, attraverso la storia di Michael si racconta come la famiglia, quella vera, sia il luogo dove ci sono amore e calore. Dove ci si sente accuditi e al sicuro. Tredici anni e due genitori spacciatori non sono certo le fondamenta per una vita tranquilla, ma Michael saprà ritrovare serenità e fiducia attraverso l’affetto dei suoi nuovi genitori affidatari, due papà, Enea e Davide.”
Mi emoziona guardare il mio librino e pensare che lentamente e in silenzio stia accendendo piccole luci di riflessione nei suoi giovani lettori. E mi emoziona tanto che tutto questo non dipenda più da me.