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	<description>Diario di uno scrittore terremotato ;)</description>
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		<title>Animaletti berlinesi</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 09:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Giraffa tutta di mattoncini Lego) Berlino è strana. Lo so che è un aggettivo quasi inutile, strano, perché sta bene a tutto se visto nell’ottica di chi non è così, come quel tutto, però quando vedi un grattacielo che affianca un casermone di mattoni che affianca una sinagoga che affianca cinque piani di centro sociale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-747" href="http://www.matteogrimaldi.com/animaletti-berlinesi/io_legoland/"><img class="alignleft size-medium wp-image-747" title="io_legoland" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/08/io_legoland-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><strong>(Giraffa tutta di mattoncini Lego) </strong></p>
<p>Berlino è strana. Lo so che è un aggettivo quasi inutile, <em>strano</em>, perché sta bene a tutto se visto nell’ottica di chi non è così, come quel tutto, però quando vedi un grattacielo che affianca un casermone di mattoni che affianca una sinagoga che affianca cinque piani di centro sociale imbrattati di scritte, anzi no, resi artisticamente rilevanti dall’opera di mirabili rullatori di spinelli armati di bombolette spray colorate, non arriva un’altra parola a sostituire il silenzio dovuto al senso di smarrimento davanti a tale incoerenza visiva, voluta dall’uomo o decisa dalla Storia (come se la Storia la facesse qualcun altro diverso dagli uomini) che però sembra costruire un’armonia. Passi sotto la Porta di Brandeburgo e percorri tutta Unter den Linden che vuol dire <em>Sotto i Tigli </em>per via dei tigli che ha fatto piantare Federico Guglielmo I di Brandeburgo che amava cavalcare fino al parco di caccia del  Tiergarten circondato da un appropriato splendore barocco. Ognuno ha le sue esigenze. Ti fai un giro per negozi vintage che fa tanto figo come parola, <em>vintage</em> dico (<em>&#8220;Cavolo Jessie quanto sei vintage! &#8230; Oh, oggi mi sento un sacco vintage! &#8230; Voglio quella maglietta vintage&#8230;&#8221;</em>) , che se parliamo come magnamo non è altro che roba vecchia, usata, puzzolente e magari ti becchi pure qualche malattia che resiste ai 90 gradi di lavatrice, obbligatori se vuoi indossare quegli stracci. Alloggiavamo in uno splendido albergo a 4 stelle posizionato al centro del Mitte che è il quartiere centrale di Berlino. Al centro del centro, in pratica. Abbiamo optato per la formula colazione esclusa; con gli stessi 16 euro potevamo ingozzarci di ciambelle colorate e caffè americano (una volta è per sempre. Ma che gusti hanno gli americani per adorare quegli schifosi e interminabili beveroni bollenti di acqua sporca e insapore?) in un Dunkin’ Dunuts qualunque o magari proprio in quello fuori allo Zoo (di Berlino) nel quale ho dimenticato lo zainetto in una delle molteplici circostanze in cui l’ho dimenticato appunto. Quando sono tornato a recuperarlo ho beccato la lavorante un po’ in là con l’età che frugava alla ricerca, voglio sperare, di un nominativo da contattare per restituirlo. Appena ha capito che ero io il padrone, ha cominciato a inveire qualcosa contro di me. Io ho detto: &#8220;<em>Thank you!</em>&#8221; (thank you dde che, poi?!) e sono tornato a fare la fila per lo Zoo. Non mi piace vedere gli animali ingabbiati (le mie tartarughe acquatiche non sono ingabbiate, ho deciso così), ma a tanta gente sì. Quelli che hanno passato Ferragosto a fare fotografie alle macerie aquilane secondo me adorano gli zoo, per dirvi. Anche se quelle non parevano gabbie, ma grandi pezzi dei loro habitat naturali, che poi 4 sassi, un laghetto e un tronco caduto ed ecco pronto uno stupefacente habitat perfetto per pinguini, orsi, tigri e pure per i canguri, mi hanno dato tutti l’idea di bestie non propriamente felici. <a rel="attachment wp-att-750" href="http://www.matteogrimaldi.com/animaletti-berlinesi/gorilla/"><img class="alignright size-medium wp-image-750" title="Gorilla" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/08/Gorilla-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>La gorilla più vecchia d’Europa poi, l’apoteosi della depressione, poveretta. Se ne stava seduta col faccione appiccicato al vetro a guardare la gente passare. Un tipo ci ha spiegato (in Inglese) che da quando è morto il suo compagno lei non è più la stessa. Si è lasciata andare a una tristezza inconsolabile e i membri della sua tribù non l’accettano più perché lei fa l’asociale. Mi ha fatto così tanta tenerezza (mi sono sentito simile a lei, soprattutto mentre si grattava il pancione e i piedoni) che c’è mancato poco che a consolarla ci andassi io. Il vanto di Berlino sono i musei, più di 170 che non abbiamo potuto visitare in 5 giorni (basta una divisione per rendersi conto) ma molti sì tipo il Pergamon all’isola dei musei. Madonna quanto erano alti i templi greci! No perché uno li vede sui libri e mica lo capisce. Medesima sensazione di Davide contro Golia di fronte allo scheletro del brachiosauro al Museo di Storia Naturale. Da fuori la stanza vedevo qualcuno gironzolare attorno a quelli che parevano dei pezzi di legno. Entro e alzo la testa al cielo. A 20 metri d’altezza incrocio con gli occhi quella del dinosauro e capisco che i pezzi di legno sono ossa e che un uomo è più piccolo del suo dito mignolo. Niccolò ha tentato di fotografarlo da ogni angolo per riprenderlo nella sua interezza e in una, che trovate poche righe più giù, c’è quasi riuscito. Volevamo visitare pure il museo egizio, ma <em>“Per oggi è sold out”</em> abbiamo capito noi della spiegazione (sempre in Inglese, ehm ehm) della ben vestita fanciulla dei biglietti. Abbiamo ripiegato sull’Alte Nationalgalerie dentro cui sta appeso un quadretto di Picasso piccolo, ma tanto carino che avrei volentieri portato via con me. C’è appesa anche altra roba, mica solo quello, però quello, sì proprio quello, era perfetto per arricchire (me e) la parete sopra al letto, affianco alla madonna di gesso coi rosari. Il Bauhaus-Archiv mi ha affascinato. Ho passato tutta la visita a chiedermi quale processo evolutivo abbia potuto portare i membri di questa prestigiosa scuola di arte, design e architettura dallo svolgere i compiti per casa colorando triangolini di carta e ricomponendoli a formare variopinti triangoli più grandi, al diventare Klee o Kandinsky, per dire. Inoltre, non fate come noi, non mancate di visitare il museo ebraico di Berlino e il Judisches a Kreuzberg. Quello che ho avvertito io sulla pelle da perfetto ignorante (in qualcosa la perfezione l’ho raggiunta) è la volontà di una città di riscattarsi dalla vergogna di quegli anni terribili che non possono essere dimenticati. E Berlino non vuole dimenticarli, anzi, vuole trovare il modo di farsi perdonare. Ovunque è  profondamente ancorata la storia del popolo ebraico attraverso l&#8217;olocausto, la deportazione e l&#8217;esilio. In omaggio al popolo ebraico Berlino ricorda l&#8217;assurdità della guerra e i ruoli che hanno tenuto gli ebrei nella costruzione della grande nazione tedesca. I resti del Muro mi hanno scosso. <a rel="attachment wp-att-753" href="http://www.matteogrimaldi.com/animaletti-berlinesi/brachio/"><img class="alignleft size-medium wp-image-753" title="brachio" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/08/brachio-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a>Avete presente quando avvertite quel brivido col fiato che manca alla vista di qualcosa di cui avete sempre sentito parlare, che studiandolo non vi faceva il minimo effetto e poi, là davanti, vi trovare a esclamare: <em>Cazzo!</em> Perché là hanno sparato a più di 200 persone che tentavano di passare da Berlino Est a Berlino Ovest ed è come se le vedessi. Noi a Kreuzberg ci siamo andati, ma non al museo, al ristorante messicano più buono del mondo che faceva, fra l&#8217;altro, dei cocktail da estasi. Mai bevuto un Long Island così, né un Mojito così e mai pagato un cocktail 4 euro. Cercatelo, andateci. Per non parlare di tutti quegli omini a cavallo di una specie di bicicletta gialla che ti vendono un panino con wurstel cotto al momento, ketchup e senape a un euro e 20. E le birre. Fantastiche: bianche, bionde, rosse, nere, verdi, milioni di gusti e qualità, tutte buonissime e tutte a 3 euro a pinta. A Nikolaiviertel ci dovete andare. È una zona del Mitte. Si trova nella zona più antica della città e si affaccia proprio sul fiume Sprea (se qualcuno ha fatto le elementari in Germania, mi dice come si pronuncia per piacere?). Sembra antico, ma non è. Cioè sì, è medievale, ma è stato quasi totalmente distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e poi ricostruito attraverso edifici moderni a pannelli prefabbricati, che imitavano nelle forme e nelle dimensioni quelli antichi. Io farei una chiamatina a quei 4 ingegneri che si occuparono della ricostruzione della città e commissionerei loro la ricostruzione dell’Aquila, altro che Chiodi e Cialente.<br />
Potrei raccontarvi un milione di aneddoti, tipo che al Pergamon mi hanno scambiato per un mendicante visto che andavo in giro a chiedere:<em> “Do you have one euro?”</em> col palmo della mano aperto con 2 monete da 50 centesimi e non capivo come mai nessuno volesse cambiarmele in un’unica moneta da 1 per poter infilare la mia roba nell’armadietto. Nei musei tedeschi funziona come il carrello del supermercato da noi. Oppure del ritorno, quando all’aeroporto, al gate, appena passata la guardia, questo brutto ceffo chiama il check-in per fare degli accertamenti sulla mia persona. Dev’essere rimasto impressionato dal mio taglio di capelli ribelle, tanto ribelli che alla fine se ne sono andati, e chi l’ha rivisti più?<br />
Potrei, però vorrei almeno lasciarvi il tempo necessario alle poche urgenze fisiologiche, altrimenti questo post verrà fuori talmente lungo, ma talmente lungo che ve la farete addosso pur di non interrompere la lettura. Comunque grande vacanza, indispensabile per ricaricare le energie, pure quelle del cuore che i miei amici mi mancano sempre da morire, e ripartire fiduciosi. Io sono molto fiducioso in questo periodo e, pure se Berlino con questo non c’entra granché, voi andateci, perché si deve.</p>
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		<title>I compiti per le vacanze</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Aug 2010 20:40:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci siamo. Domani mattina partenza all’alba (alle 8.00 per me è l’alba) per Firenze e il lunedì (voci di corridoio parlano di 5 del mattino) raggiungiamo Venezia da cui decollerà il Jumbo Jet per Berlino. Io ho fatto tutto quello che dovevo fare, cioè: niente. La valigia è rimandata a fra un po’, in compenso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-713" href="http://www.matteogrimaldi.com/i-compiti-per-le-vacanze/foto_berlino_est_304/"><img class="alignleft size-medium wp-image-713" title="foto_berlino_est_304" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/08/foto_berlino_est_304-300x224.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a>Ci siamo. Domani mattina partenza all’alba (alle 8.00 per me è l’alba) per Firenze e il lunedì (voci di corridoio parlano di 5 del mattino) raggiungiamo Venezia da cui decollerà il Jumbo Jet per Berlino. Io ho fatto tutto quello che dovevo fare, cioè: niente. La valigia è rimandata a fra un po’, in compenso nel pomeriggio sono uscito in compagnia del mio fraterno e utilissimo amico Leoluca Bagarella che non ha dovuto insistere troppo per farsi saldare da una libreria le tante copie di Non farmi male vendute in questi mesi e che i signori avevano manifestato una certa ritrosia a pagarmi. Per quelle di Supermarket24 aspetto ancora un po’; non ho voluto dar loro il colpo di grazia, o di canna di rivoltella di Leoluca.<br />
<em>Prima di partire per un lungo viaggio, porta con te la voglia di non tornare più</em>, diceva la Irene. Questo non sarà un lungo viaggio. L’aereo farà prestissimo (vero?!) e il 14 sarò di nuovo da queste parti entusiasta di festeggiare il Ferragosto a L’Aquila, mia meravigliosa città che hanno ricostruito per intero coi soldi dei vostri sms e dei concerti della Pausini e pure quelli di Silvionostro (che sei nei cieli) che canta discretamente. Lo sapevate che adesso è più bella di prima? (Prendete per oro colato tutto quello che i TG vi raccontano, mi raccomando.)<br />
Sono andato in cartoleria e ho acquistato una marea di inutilità da portare a Berlino, riscoprendo la mia indole preadolescenziale del <em>vedo e lo compro perché mo’ l’ho visto e quindi lo voglio</em>, tipo la NON [AGENDA] della Fila (è scritto proprio così, con le parentesi quadre e in maiuscolo, che io per praticità mi limiterò a chiamare non agenda) con due penne incorporate a inchiostro liquido fluorescente giallo e verde prato che si chiamano cyberpen,  a 6 euro e 90 che non userò mai (la non agenda e le penne) mosso dalla spinta propulsiva a sfruttare i momenti morti (tipo le notti, per esempio) per far quadrare il finale del romanzo che sto scrivendo. Dentro c’è la nuovissima avventura a fumetti di Cyber, un ragazzo dall’intelligenza spiccata e cibernetica, Lysa e Max, due fratelli amici di Cyber, figli di diplomatici che lavorano all’ambasciata di Tokio, e la Dottoressa, donna misteriosa e intrigante, esperta di virus informatici che potrebbe essere la degna compagna del mio Dottore di Supermarket24. E pensare che gli avevo chiesto un quaderno per prendere appunti e mi sono ritrovato l’agenda col piano di una guerra ad armi chimiche contro Tokio su cui dovrò scrivere, scrivere e scrivere. <em>Di notte le emozioni sembrano più dense</em>, dice l’amico di Maria. Si spera, visto che la notte sarà l’unico segmento di tempo libero. Mi sento uno scolaretto il giorno prima del suo primo giorno di scuola. Animato da buoni propositi si fa comprare quadernini, astuccio, penne di tutti i colori, ricopre i libri per benino con la carta protettiva trasparente, scrive i compiti sul diario e alla fine dell&#8217;anno si fa bocciare.<br />
A proposito di compiti, vi lascio quelli per le vacanze che vi aiuteranno a sopperire al devastante silenzio che la mia assenza lascerà nei vostri cuori per questi 6 lunghissimi giorni.<br />
Un profondo respiro e cominciamo.<br />
Leggete per bene<strong> <a href="http://www.italiamagazineonline.it/archives/2517/intervista-matteo-grimaldi-scrittore/">l’intervista che Roberta Leomporra mi ha fatto per Italia Magazine</a> </strong>ché quando torno vi interrogo. E poi <strong><a href="http://www.sololibri.net/Mauro-Marcialis.html">quella che ho fatto io a Mauro Marcialis</a></strong>, in libreria in questi giorni col suo ultimo appassionante Spartaco, il gladiatore (Mondadori), nella rubrichetta che tutto il mondo ci invidia:<strong> <a href="http://www.sololibri.net/-4-Chiacchiere-contate-con-.html">4 chiacchiere (contate) con…</a></strong> sempre e solo su SoloLibri.net. Per Solo Libri ho scritto pure un articolo che affronta la crisi dell’editoria vista dagli occhi dei piccoli editori indipendenti, che <strong><a href="http://www.sololibri.net/Case-editrici-c-e-chi-molla-e-chi.html">risegnalo</a></strong> semmai qualcuno avesse fatto finta di non vederlo.<br />
Continuate a leggere <strong><a href="http://www.camelopardus.it/info/libri/supermarket">Supermarket24</a></strong>, a consigliarlo (a quanto pare capita pure questo). Portatelo con voi al mare a fare i bagni di sole (non troppo però, ché prende fuoco, ha una pelle delicata) e impeditegli di giocare ai tuffi ché, se no, mi si scioglie in acqua come un’aspirinetta. Scrivete una recensione, pure dieci righe purché sia la verità, tutta la verità e nient’altro che la verità sulle sensazioni che vi ha dato leggerlo e inviatemela a <strong>matteo1077@gmail.com</strong>.<br />
Fate come Roberto, insomma, che ringrazio tanto:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;">Stoccolma, 4 agosto 2010</p>
<p style="text-align: left;">In un mare editoriale in calma piatta, dominato da autori ispirati da facile buonismo e finti sentimenti, Supermarket24 agita le acque.</p>
<p style="text-align: left;">Il protagonista del romanzo, Luca Sognatore, trova lavoro in un supermercato qualunque di una città di provincia qualunque, e Matteo Grimaldi lo segue nella sua prima giornata di lavoro. In quelle ore Luca avrebbe potuto incontrare l’amore e nuovi amici con cui condividere sogni e aspirazioni, ma Grimaldi non cade in trame facili e già scritte, disegnando un personaggio credibile e intelligente. L’autore scava nei pensieri di Luca, e trova giudizi netti e definitivi su colleghi e clienti, frustrazioni e sarcasmo di chi ha già capito ed accettato di essere un uomo qualunque.</p>
<p>Ciò che rende questo romanzo originale ed interessante, è che di colpo il supermercato diventa l’ufficio del lettore, il bar che frequenta ogni sera, la sua cerchia di amici, o magari la sua stessa famiglia. E così chi legge, a tratti, si immedesima in Luca, gli dà ragione e annuisce, anche se in parte vorrebbe prenderne le distanze. E la vita di Luca, così lontana dalla generazione di chi vive tre metri sopra il cielo, assomiglia un po’ più alla nostra.</p>
<p><em>Roberto Di Giulio</em></p></blockquote>
<p>Basta così, per ora. Mi pare pure troppo per 6 giorni che non ci sentiamo. Già, perché il PC lo lascio a casa. Mi porto la non agenda per riscoprire il gusto antico di scrivere pagine e pagine con la penna (non quella fluorescente in allegato). Noi ci risentiamo per Ferragosto con la pancia satura di agnello alla brace riscaldato al forno, dal sapore un po’ gommoso, familiare. Non vedo l’ora, proprio.<br />
Porta con te la voglia di non tornare più. Appunto.</p>
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		<title>Case Editrici: c&#8217;è chi molla e chi affronta la crisi &#8220;InVersi&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 17:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho scritto questo articolo per SoloLibri.net dopo aver letto dell&#8217;imminente chiusura di Zandegù, un editore che ha provato a far sempre una letteratura intelligente, e della scelta di Edizioni della Sera di puntare sulla poesia giovane e sconosciuta con la nuova colla &#8220;InVersi&#8221;. Due strade lontanissime che fanno parte dello stesso intricato mondo delle case [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-694" href="http://www.matteogrimaldi.com/case-editrici-ce-chi-molla-e-chi-affronta-la-crisi-inversi/inversi_large/"><img class="alignleft size-medium wp-image-694" title="Inversi_large" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/08/Inversi_large-300x237.png" alt="" width="300" height="237" /></a>Ho scritto questo articolo per SoloLibri.net dopo aver letto dell&#8217;imminente chiusura di Zandegù, un editore che ha provato a far sempre una letteratura intelligente, e della scelta di Edizioni della Sera di puntare sulla poesia giovane e sconosciuta con la nuova colla &#8220;InVersi&#8221;. Due strade lontanissime che fanno parte dello stesso intricato mondo delle case editrici indipendenti di qualità.</p>
<blockquote><p>Viviamo un momento storico, speriamo bene duri appena un momento, in cui la lettura sembra esser divenuta sinonimo di perdita di tempo, riservata a chi ha tanto tempo (poca gente) e soldi (ancora meno), visto il prezzo di certe prime edizioni che sfiorano i trenta euro. Le vendite dei libri continuano a calare, mentre crescono in modo esponenziale gli aspiranti scrittori che tartassano gli editori con manoscritti che, eccezion fatta per qualche rara perla, verrebbero scartati pure dagli autori di Beautiful.</p>
<p>Le major dell’editoria sono sempre più restie a produrre giovani o vecchie voci sconosciute, perché è un azzardo che in tempo di crisi non ha alcun senso vivere. Dopotutto ci sono i soliti nomi che funzionano e garantiscono moneta sonante, perché rischiare?</p>
<p>I piccoli e medi editori indipendenti continuano a provarci. Si appassionano a storie nuove e le producono, lavorando con sacrificio ad ogni libro e alla promozione, mettendoci anima, corpo e soldi perché tutto sia perfetto, perché il libro funzioni, perché sempre più persone ne vengano a conoscenza. Quello che ricevono in cambio è la porta sbattuta in faccia dalle librerie alle loro pubblicazioni, la disattenzione dei media e un mondo di difficoltà. Si &#8220;sbattono&#8221; da una fiera all’altra per piazzare poche copie e non ripagarsi neanche la metà delle spese, nel disperato tentativo di rendersi competitivi con una concorrenza impossibile. A un certo punto capita che il gioco non valga più la candela, non che prima la valesse, ma subentra una stanchezza di anni di illusioni mai ripagate e molti validissimi editori decidono di chiudere i battenti. È il caso della Zandegù che per voce della sua giovanissima direttrice editoriale Marianna Martino annuncia la chiusura (forse provvisoria, si vedrà a settembre). Auguro loro di trovare la voglia e la forza di insistere. Erano vicini di stand della mia casa editrice, la Camelopardus, alla fiera del libro di Finale Ligure e in quell’occasione ho acquistato “Maliverno” di Fabio Lubrano, che consiglio a tutti.</p>
<p>In questo panorama preoccupante emerge dal buio la luce di una piccola casa editrice romana, Edizioni della Sera (guidata dal giornalista e scrittore Stefano Giovinazzo) che continua a puntare su un’ammirevole politica di scouting nella narrativa, a cominciare dalla pubblicazione di “Boing Generation” del giovane Luca Sacchieri. Non solo: ha deciso di osare con una collana di poesia senza contributo. A settembre, infatti, vedrà la luce “Una terra che nessuno ha mai detto”, la prima creatura della nuova collana di poesia “InVersi”, curata dalla scrittrice e giornalista Monica Maggi. L’autrice del libro è Irene Ester Leo, classe 1980, che ha alle spalle numerose pubblicazioni per LietoColle e importanti riconoscimenti poetici. A Edizioni della Sera va il mio più grande in bocca al lupo per questa collana poetica che probabilmente indurrà molti a storcere il naso al grido di: “La poesia non si vende!” per aver scelto di percorrere una strada che non tiene conto delle politiche del marketing, ma che procede verso il talento, la qualità, la passione e il desiderio di offrire a chi se la merita una possibilità per emergere.</p></blockquote>
<p>L&#8217;articolo lo trovate anche <strong><a href="http://www.sololibri.net/Case-editrici-c-e-chi-molla-e-chi.html">qua</a></strong>.<br />
Prima di acquistare un libro che vi intriga, a meno che non sia delle solite Monda e Feltri e Bomp e Riz, informatevi sull&#8217;editore, scoprite se è uno di quelli che vivono di passione e investono sugli autori, oppure se seduto al tavolino del dir. c&#8217;è un vampiro che succhia il sangue dei sogni degli aspiranti autori che a lui si rivolgono. Quelli non muoiono mai, purtroppo. Neanche coi paletti di frassino.</p>
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		<title>Ehi Bob, che ne pensi di Supermarket24?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 09:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Stamattina mi sono svegliato convinto di essermi reincarnato nell’ingranaggio di un qualche motore cafone, una rondella o un pistone o qualcos’altro che sta nel motore – io non lo so come sono fatti i motori, però c’era talmente tanto frastuono costante nelle mie orecchie che mi sono immedesimato. Non è una bella sensazione sentirsi parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-687" href="http://www.matteogrimaldi.com/ehi-bob-che-ne-pensi-di-supermarket24/bobcat-radiocomandato/"><img class="alignleft size-medium wp-image-687" title="bobcat radiocomandato" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/08/bobcat-radiocomandato-300x208.jpg" alt="" width="300" height="208" /></a>Stamattina mi sono svegliato convinto di essermi reincarnato nell’ingranaggio di un qualche motore cafone, una rondella o un pistone o qualcos’altro che sta nel motore – io non lo so come sono fatti i motori, però c’era talmente tanto frastuono costante nelle mie orecchie che mi sono immedesimato. Non è una bella sensazione sentirsi parte di un motore che poteva essere quello di un Boeing 747. In realtà era quello che mia madre mi ha presentato come Bob Card, che io ho pensato fosse una sorta di promozione estiva che si fosse inventata Bob, questo magnate della telefonia che ti permette di inviare sms gratis e chiamare tutto il mondo a spese sue perché gli fai pena, tu poveraccio che non arrivi a fine mese. Tipo Summer Card che non è proprio così, ma ci siamo capiti. Invece il mezzo si chiama bobcat (quello dell&#8217;immagine è radiocomandato, quello nel mio piazzale no. Quello dell&#8217;immagine sarà 40 centimetri, quello nel mio piazzale 40 metri) ed è un giallo veicolo gigantesco che sta occupando il 90 per cento del mio piazzale (nel restante 10 c’è la casetta di Iker con Iker dentro). Ha un carrellino elevatore in cui stanno degli omini che salgono sui tetti senza entrarti in casa. Questo mia madre lo trova geniale, lei che in casa ha tutti i suoi segreti. Stanno cambiando il comignolo che dopo il terremoto ha cominciato a sgretolarsi e nessuno se n’è accorto finché il processo non è giunto a compimento. Devo ringraziare Bob perché, se non fosse stato per lui e per la sua discreta utilitaria, io non mi sarei svegliato per niente al mondo e con tutte le cose che devo fare, all’apertura naturale degli occhi, avrei potuto tentare il suicidio. Quindi grazie Bob, sappi che hai salvato una vita irrompendo nella sua proprietà senza entrare in casa, e quella vita ti deve la vita, appunto. Ti ringrazio perché arrivi sempre al momento più opportuno, con un tempismo straordinario, come quando, poco fa, ho avviato una canzone e tu sei partito fuori BBBBRRRRRUUUUMMM! e neanche le cuffie e il volume a palla mi hanno permesso di coglierne poche parole almeno.<br />
Le mie vacanze vere devono ancora arrivare. A di là di Finale Ligure e la fiera di Vento Letterario, non ho smosso il culo da L’Aquila. Sabato si parte per Firenze e domenica (da Firenze) per Berlino, se ho ben capito. Anche quest’anno io Luca e Niccolò siamo riusciti a organizzarci la nostra vacanza. (L’hanno organizzata loro. Io ho solo detto sì e fatto tanti saltelli sul posto all’idea.)<br />
Prima di partire vi lascio i saluti e i compitini per le vacanze così da poter provare a riempire il vuoto incolmabile lasciato dalla mia assenza. Intanto qualcuno sta leggendo Supermarket24 e arrivano di tanto in tanto piccole recensioni e commenti. Ecco quello che ha scritto Mary sul <strong><a href="http://maryzarbo.splinder.com/post/23085026/supermarket24-di-matteo-grimaldi">suo blog</a></strong>, che ringrazio tantissimo. Il parere dei lettori è per me l’unico modo per capire se sto procedendo nella giusta direzione. Sono curioso di come arriva Supermarket24 a chi lo legge, cosa arriva prima e cosa per niente di quello che faceva parte dei miei intenti mentre lo scrivevo.</p>
<blockquote><p>Luca Sognatore, da cameriere a commesso del reparto ortofrutta di SpesaPiù, è un attento osservatore della più varia umanità. Ha difficoltà a distinguere i vari tipi di verdura ma riesce bene a capire (da poche parole e particolari fisici) una persona. Le sue critiche, la  sua ironia, il suo sarcasmo bersagliano clienti e colleghi eppure, in  certe situazioni, il giovane si mostra dotato anche di empatia e  compassione. La prima giornata di  Luca al supermarket, quindi, è scandita da vari episodi, incontri e  divagazioni mentali tra pesche e meloni,  il tutto condito da una spruzzata di trasporto amoroso verso una collega.Matteo Grimaldi, già apprezzato per <em>Non farmi male</em>, una raccolta di racconti edita da Kimerik, con <em>Supermarket24, </em>Camelopardus editore, conferma la sua bravura e si fa apprezzare per una cresciuta sensibilità.<br />
Alcuni brani ci fanno  sorridere, altri temere per le sorti di Luca e altri ancora ci  commuovono a sorpresa. Basti pensare a Lory, la macellaia tradita.</p>
<p><em>&#8220;Eri  sicura di te.(&#8230;) Il giorno dopo da sola. (&#8230;) Dopo diciannove anni di  matrimonio, da sola. Hai sempre creduto ad ogni favola. Hai sempre  creduto. Perché quell&#8217;amore era tutta la tua vita. Nessun maledetto  particolare. Poi scopri qualcosa che non deve esistere, che distrugge il  sorriso, e che lo fa per sempre&#8221;.</em></p>
<p>Il finale non è  scontato e la &#8220;Postfazione ringraziamentosa&#8221; chiude degnamente un bel  romanzo da leggere sotto l&#8217;ombrellone o un bel plaid!</p>
<p>MaryZed</p></blockquote>
<p>Se vi va, vi invito a scrivere la vostra personalissima recensione e a inviarmela a<strong> matteo1077@gmail.com</strong> sarò felice di pubblicarla. Saluto Bob e torno a scrivere.<br />
Alla prossima!</p>
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		<title>La parola e il silenzio &#8211; intervista su Vola</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 07:41:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ringrazio Alessandra Circi per il tempo che mi ha dedicato e per la bella intervista per il quindicinale Vola. Qui c&#8217;è un po&#8217; della mia storia e di quella di Supermarket24. Noi a volare adesso ci proviamo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ringrazio Alessandra Circi per il tempo che mi ha dedicato e per la bella intervista per il quindicinale Vola. Qui c&#8217;è un po&#8217; della mia storia e di quella di Supermarket24. Noi a volare adesso ci proviamo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-679" href="http://www.matteogrimaldi.com/la-parola-e-il-silenzio-intervista-su-vola/intervista_vola/"><img class="aligncenter size-full wp-image-679" title="Intervista_Vola" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/07/Intervista_Vola.jpg" alt="" width="819" height="650" /></a></p>
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		<title>Non pensavo fossi così bravo</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 15:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era difficile. Non che le altre presentazioni non lo fossero, però questa per come l’avevo pensata, era davvero una sfida, più con me stesso che con la gente. Ho deciso fin da subito di liberarmi del moderatore: quell’omino che si fregia del titolo di giornalista o critico o scrittore o tutti e tre e qualcun [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-668" href="http://www.matteogrimaldi.com/non-pensavo-fossi-cosi-bravo/sup24_22luglio/"><img class="alignleft size-medium wp-image-668" title="sup24_22luglio" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/07/sup24_22luglio-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Era difficile. Non che le altre presentazioni non lo fossero, però questa per come l’avevo pensata, era davvero una sfida, più con me stesso che con la gente. Ho deciso fin da subito di liberarmi del moderatore: quell’omino che si fregia del titolo di giornalista o critico o scrittore o tutti e tre e qualcun altro ancora, abbastanza noto nel circondario cittadino, pagato o non pagato per ricoprire l’autore e la sua opera di complimenti a prescindere, sottolineando il valore immenso di una voce giovane e brillante, magari proprio quella che la letteratura italiana aspettava da tempo.<br />
<em>“Chi ti presenta?”</em> mi domandava qualcuno un paio di giorni prima. <em>“Nessuno!”</em> rispondevo con<strong> <a href="http://demo.caronni.it/catalogo/links/30_Puss_in_boots_shrek.jpg">gli occhioni luccicanti di lacrime del Gatto con gli Stivali di Shrek</a></strong>. Non sono uno scrittore orfano che nessuno vuol presentare, la verità è che li avevo fatti fuori tutti perché volevo presentarmi da me. Il mio unico obiettivo era quello di raccontarmi e far conoscere il mio nuovo libro, non quello di sentirmi lo scrittore del millennio. E allora, con la complicità di Giampaolo, il cantante degli Intrigo, abbiamo dato vita alla serata con un piccolo sketch comico. Al microfono, nascosti dietro una tendina di canne, invisibili al pubblico: <em>“Giampa’?!” “Oh!” “Ma hai visto quanta gente?” “Sì, ho visto!” “E mo’?!” “Eh, mo’ vai e fai la presentazione!” “Ma che dico?” “Non lo so, avrai preparato qualcosa.” “No, perché io pensavo che saremmo stati io, te, mia madre e il padrone del locale. Va be’, qualcosa m’inventerò, andiamo!” </em><br />
Siamo entrati, anzi usciti su questo meraviglioso terrazzo con vista su L’Aquila, pieno di tavolini e di persone, ed è partito l’applauso giusto per cominciare alla grande. I due Jagermeister più quello che doveva essere un amaro alla liquirizia, e invece era una roba all’amarena che io ho comunque bevuto &#8211; tutto fa brodo! &#8211; , hanno fatto l’effetto sperato; procedevo come un treno alternando il mio gaudente parlare con il live degli Intrigo. Ad un certo punto ho totalmente perso la concezione del tempo perché dell’esistenza del tempo me ne sono dimenticato finché non mi sono accorto che erano le 8 e mezza e che avevo parlato per 2 ore di Luca Sognatore, dei suoi incontri, dei clienti e dei colleghi paranormali, del suo cinismo, della tenerezza che affiora all’improvviso. Ho deciso di chiudere nonostante avessi ancora un sacco di cose da dire. I festeggiamenti sono durati a lungo finché noi ultimi 4 verso le 11 siamo andati a mangiare al Cinese.<br />
<a rel="attachment wp-att-669" href="http://www.matteogrimaldi.com/non-pensavo-fossi-cosi-bravo/sup24_22luglio2/"><img class="alignright size-medium wp-image-669" title="sup24_22luglio2" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/07/sup24_22luglio2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Dalle foto della serata che potete ammirare su <strong><a href="http://www.facebook.com/niccolo.deruvo?ref=ts#!/matteogrimaldi">Facebook</a></strong> (in queste due che ho postato o sembro magro o non compaio) mi sovviene una considerazione spontanea: sto ingrassando pure se il mio fidato specchio continua a mostrarmi un’immagine gradevole di me. 2 son le cose: o il mio è come lo specchio della strega di Biancaneve che non smette di adularmi (sotto minaccia) nonostante l’inesorabile passare degli anni, oppure sono molto specchiogenico e poco fotogenico. Oltre al mio specchio dovrei ripetere i ringraziamenti che ho fatto giovedì sera, ma ve li risparmio. Però qualche parola su mia madre e mio padre la devo dire. Chi mi segue dall’inizio, da quando un sacco di anni fa ho manifestato la mia passione e ho cominciato a coltivarla sul serio, sa bene che mio padre, ma soprattutto mia madre l’ha sempre considerata una perdita di tempo. La testa pazza di un figlio che non riusciva a dar loro alcuna soddisfazione lo spingeva verso un futuro di scribacchino illuso, fallito e patetico. Ero certo che fra i tanti complimenti avrei ricevuto le loro delicate mazzate pronte a trasformare una serata di successo in un flop colossale. Però li ho invitati comunque. Le parole uscite dalla bocca di mia madre sono state:<em> “Non pensavo fossi così bravo”</em>.<br />
Non riesco a spiegare quello che ho provato in quel momento, però provate a immaginare cosa può voler dire sentirsi apprezzati da chi invece ha sempre manifestato ribrezzo per quello che per voi invece vale come la vita. Metteteci pure che quel <em>chi</em> è vostra madre. Ecco.<br />
Questa è la mia vittoria più grande unita a una serata che porterò sempre nel cuore e che a questo punto m&#8217;impegnerò a ripetere altrove.</p>
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		<title>Vento Letterario</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Jul 2010 08:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questo preciso momento, steso a pancia in giù sul letto della mia stanza verde, col primo fresco di una giornata soffocante che penetra fra le persiane, sono tantissime le informazioni che giocano all’autoscontro nella mia testa. Devo fare una pausa per elaborarle. Una pausa non troppo lunga altrimenti chiudo gli occhi e buonanotte. Informazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-641" href="http://www.matteogrimaldi.com/vento-letterario/vento-letterario/"><img class="alignleft size-medium wp-image-641" title="vento letterario" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/07/vento-letterario-300x145.jpg" alt="" width="300" height="145" /></a>In questo preciso momento, steso a pancia in giù sul letto della mia stanza verde, col primo fresco di una giornata soffocante che penetra fra le persiane, sono tantissime le informazioni che giocano all’autoscontro nella mia testa. Devo fare una pausa per elaborarle. Una pausa non troppo lunga altrimenti chiudo gli occhi e buonanotte. Informazioni confuse si intrecciano, talvolta fondono, e quando due cose si fondono non è più possibile recuperarle singolarmente. Se poi gli elementi sono decine allora conviene fermarsi e godere delle sensazioni che restano, senza pretendere di isolarli per analizzarli.<br />
Vento Letterario. Tre giorni splendidi segnati da incontri inaspettati. Sono gli incontri la discriminante di un’esperienza. Una piccola fiera a Finale Ligure in piazza Vittorio Emanuele II, che tutti gli abitanti del posto conoscono come Piazza dei Cannoni, dedicata all’editoria indipendente di qualità, quella degli editori che producono coi loro soldi gli autori in cui credono, per capirci. Stimolante il confronto con ISBN, nostri vicini di stand; con Luca della Bradipolibri che ringrazio per l’interessamento a me e alla mia storia, ma in generale felice di aver conosciuto di persona tutta una realtà editoriale fatta di nomi sinceri che lavorano con passione per far emergere giovani o vecchi talenti inascoltati e che fino al 16 luglio conoscevo soltanto attraverso la rete e le loro pubblicazioni. È un’esperienza che mi ha arricchito come autore, e che auguro ad Andrea e Carlotta, fra i principali organizzatori, di poter riproporre con successo anche il prossimo anno. Chissà cos’avranno pensato tutti di me e Sara l’editora che dormivamo soli soletti nel nostro bungalow al campeggio Tahiti. La vita è tutta un do ut des.<br />
Un grande abbraccio alla bellissima famiglia che gestisce il bar Mapu poco distante dal campeggio. L’ho conosciuta per caso il secondo giorno, entrando con la voglia di un cappuccino e cornetto e riuscendo, oltre 2 ore dopo, con la pancia piena del pranzo. In bocca al lupo per la vostra storia d’amore nata grazie a uno scontrino e a un finanziere che ferma una bella fanciulla fuori da un locale. Di quei giorni mi mancheranno le mattinate in quello che Sara chiamava <em>il tuo ufficio</em>, e cioè uno spazio d’ombra dietro al bungalow in cui circolava ossigeno respirabile. Tavolino, bottiglia d’acqua e portatile e giù a scrivere. Mi mancheranno i pomeriggi e le serate allo stand, le chiacchiere coi colleghi e con gli strani personaggi che si avvicinavano a chiedere informazioni o a consegnare manoscritti e fascicoli esplicativi di progetti improbabili. La signora amante della letteratura postuma indicando Supermarket24: <em>“L’autore di questo libro è morto?”</em> e io lì intento a gesti scaramantici, grattatine e cornini con le dita. <em>“Signora, Supermarket24 non fa per lei ché io voglio vivere ancora e tanto, soprattutto!”</em> Mi mancheranno le pizze alla Caprazoppa, gigantesche e gustose, dove ci hanno trattato da principi. E poi la lunga passeggiata per tornare al Tahiti con Sara, stremati. Le chiacchierate fuori al bungalow, al venticello finalmente fresco fino alle quattro di notte; quelle altro che Mastercard.<br />
Non mi mancherà mai il viaggio di ritorno in treno. Se tu paghi 59 euro e 90 e all&#8217;una e mezza ti dicono che si è rotta l&#8217;aria condizionata, t&#8217;incazzi un attimo o sono l’unico pazzo che tiene alla propria sopravvivenza? Mentre i miei compagni di carrozza agonizzavano imponendosi l’immobilità per sentire meno caldo io sono andato dal controllore e gli ho chiesto se potevo trasferirmi in un&#8217;altra carrozza. Lui ha risposto: <em>“No, perché i posti sono numerati”</em>. Quando gli ho fatto notare che avevo pagato 59 euro e 90 solo andata e l’ho invitato a farsi il resto del viaggio nella mia carrozza, accompagnando il tutto con l’espressione del viso che assumeva i connotati di una iena non tanto ridens, mi ha risposto che potevo. Non so in quanti siano sopravvissuti alla strage della carrozza 6 che, si vocifera, diventerà un film diretto da Stanley Kubrick.<br />
A proposito di strage e morti diciamo tutti addio alle ciabattone di legno di faggio acquistate 7 anni fa nel corso di una vacanza per sostituire i saldali del Dottor Scholl, stroncati da una passeggiata. Lo stesso è accaduto ai ciabattoni. Tornavo dalla prima doccia, causa sasso stronzo + scivolata, si sono aperti in due e sono dovuto tornare al bungalow fluttuando come una madonnina e rassicurando con sorrisi di circostanza, peraltro naturalissimi, tutti coloro che osservavano questo ebete di 2 metri in accappatoio multicolor che procedeva a mezzo decimetro orario coi piedi sporchi di terra fingendo interesse per il mondo attorno, ovviamente unica causa di quel procedere stanco.<br />
Speravo di racchiudere in un unico post (sono pigro io) tutti gli ultimi accadimenti letterari, ma già sta prendendo i connotati di un papiro e ne avrei di cose ancora da raccontare, tipo la presentazione di giovedì &#8211; tipo eh! – che rimando al prossimo.<br />
Vado a nutrirmi delle esalazioni di fritto di nuggets e patatine Mc Donald’s, evviva la domenica!</p>
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		<title>Mi riposo, son contento?</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jul 2010 17:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da oggi ferie. “Ti riposi, sei contento?” sento riecheggiare. Chi s’è azzardato a parlare? Non mi riposo per niente per i seguenti motivi. -    C’è un libro da consegnare entro settembre. Non che scrivere sia diventato stancante, ma neanche è un week end alle terme. Parto dal presupposto che passerò ogni minuto libero di questa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oggi ferie.<em><br />
“Ti riposi, sei contento?”</em> sento riecheggiare. Chi s’è azzardato a parlare? Non mi riposo per niente per i seguenti motivi.<br />
<strong>-    C’è un libro da consegnare entro settembre.</strong><br />
Non che scrivere sia diventato stancante, ma neanche è un week end alle terme. Parto dal presupposto che passerò ogni minuto libero di questa settimana immerso nelle atmosfere del nuovo romanzo. I minuti liberi non si possono programmare, sono ritagli che spuntano inaspettati perché salta un appuntamento o perché mi faccio negare ai perditempo che si stanno raggruppando e i grandi numeri creano pericoli. Hanno il potere di chiamarmi, cercarmi, linkarmi, facebookarmi, mailerarmi, suonarmi al citofono, mettersi a gridare fuori la porta della mia stanza (quella è mia madre quando è pronta la cena) sempre quando sono assorto in una ben precisa fase della giornata, quella più importante, quella senza la quale tutto andrebbe a rotoli: la logistica. Comunque mi sto abituando ad andare in giro col portatile incollato alle chiappe.<br />
<strong>-    Dal 16 luglio al 18, inclusi gli estremi, sarò a Finale Ligure per Vento Letterario.</strong><br />
Non si tratta di un cataclisma naturale in cui si vedono libri di Moccia volteggiare nell’aere e poi abbattersi rabbiosi e pesanti come mattoni di piombo su innocenti esseri umani che non avevano davvero fatto nulla per meritarsi una tale sciagura. Vento Letterario è la prima fiera dell’editoria indipendente di qualità. Questa definizione pone le basi per molteplici interrogativi del tipo: Chi la decide la qualità? Come si riconosce l’editoria di qualità dal porcaio? E soprattutto, se davvero quella di Finale Ligure è la fiera dell’editoria di qualità, che caXX ci stai a fare tu? Vi prego di fare lo sforzo di sorvolare sulla terza e poniamo l’attenzione sulle prime due. La qualità l’ha selezionata l’entità Fiera, perché lei, la signora, anzi signorina Vento (non sto parlando di Flavia, e non credo fosse necessario specificarlo, ma non si sa mai) è la prima fiera d’Italia che si avvale del potere imperialista di decidere quale editore entra e quale no. Il criterio non è la simpatia, ma la qualità e qui veniamo al punto due.  Esistono due tipologie che identificano la stessa categoria “editore”, con un’infinità di sfaccettature che migliorano o peggiorano di un niente il concetto di base. Ci sono quelli che ti impolpettano la testa di storie che parlano di difficoltà del settore, di esordienti che non vendono, dell’Italia paese di capre e cavoli in cui nessuno legge, e allora nonostante il tuo libro sia l’opera d’arte che il pianeta Terra attendeva da secoli (qualcuno aveva dubbi al riguardo?), se vuoi vederlo travestito da libro, devi autoprodurti, anzi, partecipare alla produzione dicono, come se i tuoi soldi non fossero abbastanza per pubblicarne non uno, ma cinque di libri, oppure acquistare settecentomila copie a prezzo pieno. Insomma tirar fuori un mucchio di pippi sia che si tratti di una richiesta di contributo evidente sia di una celata come l’acquisto copie. L’arguto aspirante autore si ripete che deve credere nei propri sogni, che se non lo fa lui perché dovrebbe farlo qualcun altro e allora che fa? Corre in banca e fa il bonifico, ovvio, e ritrova le sue (bruttissime, perché realizzarle in modo dignitoso sarebbe costato troppo) settecentomila copie, scaricate da un camion direttamente nella sua stanza. E mo’ vendile! E poi ci sono quelli che pur navigando spesso in acque difficili, mai si sognerebbero di chiedere un centesimo ai pochi autori che possono permettersi di pubblicare. Quelli che lavorano accuratamente al libro passo passo perché quel libro lo devono vendere. Quelli che hanno un distributore vero, perché i loro libri li devono vendere. Quelli che ogni occasione è buona per una presentazione, perché quel libro lo devono vendere. Quelli che scrivono tutti i giorni comunicati stampa e segnalazioni ai giornali e siti web e pure alla TV che non si sa mai, perché quel libro lo devono vendere. Queste si chiamano promozione e distribuzione. E sapete perché lo devono vendere a tutti i costi? Perché quel libro, signori miei, l’hanno pagato loro. Parlerò di editoria a pagamento più in là, intanto cominciate a studiare a memoria la sacra bibbia della lotta contro i vampiri della parola, il <strong><a href="http://www.writersdream.org/blog/">Writer&#8217;s Dream</a></strong> diretto dalla condottiera più querelata d’Italia Linda Rando di cui sono ormai da mesi fedele adepto. Tagliando, alla fiera parteciperanno ventisei editori, alcuni noti (Marco Y Marcos, Stampa Alernativa) alcuni stra-noti (Minimum Fax (attualmente primo in classifica), Nottetempo, Voland) alcuni semisconosciuti come la mia piccola e appassionata <strong><a href="http://www.camelopardus.it/">Camelopardus</a></strong>, ma tutti accomunati dall’unica politica editoriale che merita di essere portata avanti e difesa e cioè, se non si era capito, quella della pubblicazione free.<br />
La mia editrice è convinta che me ne starò buono buono allo stand a salutare le signore e a vendere qualche copia di Supermarket24 e invece mi incollerò come una medusa allo stand della Voland per farmi <span style="text-decoration: underline;">regalare</span> (il sottolineato ha reso bene l’idea?) tutta la bibliografia della Nothomb e andrò in giro a conoscere e chiacchierare con chi da mesi scambio commenti, pareri e “mi piace” su Facebook:<strong> <a href="http://www.andreamalabaila.it/">Andrea Malabaila</a></strong> e la sua bella <strong><a href="http://camphortree.altervista.org/blog/">Carlotta</a></strong> di Las Vegas (edizioni, ché lei è italianissima), per esempio che voglio ringraziare perché per la riuscita di questi tre giorni di libri ci stanno mettendo l’anima e un po’ più di tre giorni di lavoro e tempo.<br />
-    <strong>Il 22 luglio alle 18.00 aperitivo letterario per presentare Supermarket24 a L’Aquila.</strong><br />
Uno dice 22 luglio e pensa di avere ancora decenni per preparare la serata e invece mancano nove giorni di cui quattro sarò impotente per i motivi del suddetto punto e uno servirà per riprendermi dal jet lag. Le locandine e i volantini comunque arrivano domani perché Pino è un supereroe che li ha disegnati e spediti in sette minuti e mezzo (grazie di esistere!) e io dovrò attaccarli e distribuirli in un tempo simile. Vogliamo parlare del fatto che non so ancora chi canterà, perché qualcuno deve cantare, oppure ballare, oppure recitare. Chi sa fare qualcosa mi contatti perché a seguito di un casting lampo verrà assoldato per intrattenere i tanti (si spera) spettatori mentre il sottoscritto ingolla il sedicesimo spritz prima di ricominciare a parlare a macchinetta. Esiste <strong><a href="http://www.facebook.com/?ref=home#!/event.php?eid=134212769942829&amp;ref=ts">un evento su Facebook</a></strong> la cui creazione, per un impedito come me, può esser già definita un evento. Andate e moltiplicatevi! Intanto le previsioni dicevano sole sole sole per tutta la settimana e qui si sta scatenando un nubifragio. Cosa potrebbe accadere il ventidue che sono previsti rannuvolamenti? Siete ancora convinti che mi riposerò in queste ferie? Spero di potercela fare a scrivere qualcosa nei giorni di fuoco, o anche prima. Altrimenti non pensate subito che mi sia suicidato. Potrebbe non essere andata così, siate fiduciosi. Sempre.</p>
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		<title>Pescata a rubare la assumono e poi, ripescata a rubare, la licenziano</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 23:29:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cassino (Frosinone), 18 mag. &#8211; E&#8217; stata sorpresa a rubare qualche pezzo di formaggio in un supermercato di un centro commerciale di Cassino. Una 50enne disperata ed affamata, madre di un ragazzo disabile, si era ridotta a rubare per poter mangiare. Qualche giorno fa&#8217;, e&#8217; stata pero&#8217; scoperta dalla sorveglianza che ha immediatamente allertato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Cassino (Frosinone), 18 mag. &#8211; E&#8217; stata sorpresa a rubare qualche pezzo di formaggio in un supermercato di un centro commerciale di Cassino. Una 50enne disperata ed affamata, madre di un ragazzo disabile, si era ridotta a rubare per poter mangiare. Qualche giorno fa&#8217;, e&#8217; stata pero&#8217; scoperta dalla sorveglianza che ha immediatamente allertato il proprietario ed i carabinieri. Quando il dirigente del cento commerciale e&#8217; venuto a conoscenza della situazione di disagio che la signora e&#8217; costretta a vivere, non solo ha deciso di non sporgere denuncia ma l&#8217;ha assunta nel supermercato. Una storia d&#8217;altri tempi questa, che fa onore a chi in un territorio come il cassinate, minato da disoccupazione e crisi economica, riesce ancora ad avere il coraggio di dare uno stipendio a chi ne ha strettamente bisogno.</p></blockquote>
<p>Fonte <a href="http://www.agi.it/">AGI</a></p>
<p>Son belle storie queste qui. Spezziamo una lancia a favore dei direttori dei supermercati. Mica son tutti come il mio Dottore di Supermarket24! Certo è che la tentazione del formaggio tornerà a torturarla finché lei, come un criceto cinquantenne, ricadrà nel fallo. Stavolta però la licenziano e poi le porgono il conto di centoventimila euro: l&#8217;equivalente delle caciottine e crescenze prese in prestito e non ancora restituite.</p>
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		<title>Io sono Zion, piacere!</title>
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		<pubDate>Mon, 17 May 2010 12:14:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mia sorella ha portato a casa una cagnetta e l’ha chiamata Zion che si pronuncia Zaion che sarebbe la città di Matrix, quella al centro della Terra. Zion ha un mese e mezzo e la lingua spugnosa e tiepida che quando ti lecca sembra che ti avvolga, non voglio pensare alla sensazione che mi darà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-607" href="http://www.matteogrimaldi.com/io-sono-zion-piacere/zion/"><img class="alignleft size-medium wp-image-607" title="Zion" src="http://www.matteogrimaldi.com/wp-content/uploads/2010/05/Zion-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Mia sorella ha portato a casa una cagnetta e l’ha chiamata Zion che si pronuncia Zaion che sarebbe la città di Matrix, quella al centro della Terra. Zion ha un mese e mezzo e la lingua spugnosa e tiepida che quando ti lecca sembra che ti avvolga, non voglio pensare alla sensazione che mi darà la medesima leccata quando avrà un anno o due e la lingua sarà grande come uno straccio da cucina. È molto elegante, la signorina, ha pure lo smalto alle unghie che sono bianche e alcune nere, come i cuscinetti sotto le zampe che sono rosa e alcuni neri, però piange tanto che questa casa la notte sembra abitata da uno spettro. Le abbiamo messo un cesto con un cuscino che lei usa sì, ma come scalino per raggiungere il divano e là si addormenta.<br />
Mia madre era partita con lo stabilire una serie di regole fondamentali per garantire alla cagnetta una convivenza civile con la sua psiche di casalinga disperata fra cui:<em> Il cane non deve salire sui divani perché quando avrà il diritto di raggiungere il salotto non possiamo rischiare che con le zampe strappi la pelle verde del grande divano, orgoglio della villa.</em> Ebbene, regola depennata. Zion può salire dove vuole, pure sui letti, l’importante è che non la si perda neanche un attimo di vista se no si accuccia e piscia e caca. La fa a tradimento. Sarà perché, come è giusto che sia, non vuole essere guardata mentre cura le sue faccende più intime.<br />
Italia e Nerozza l’hanno accolta con grande affetto. Le mie tartarughe acquatiche che insieme a me compiono gli anni e son vecchiotte loro che spegneranno 4 candeline, io 29, ma si parlava di loro che son vecchiotte non di me che una bambina mi ha dato 20 anni e un bambino 1 anni (tralasciamo quello stronzetto decenne che me ne ha dati 39 che era di sicuro ubriaco) la vogliono dolcemente mangiare. Appena si avvicina all’acquario loro avanzano minacciose scambiandola probabilmente per un bastoncino vitaminico gigante. Ed è proprio la sua forma smagliante (a salsiccia) che le ha fatto guadagnare subito subito il titolo di Miss Magrezza.<br />
Il rapporto che ha stabilito Iker finto labrador con lei è vicino alla rassegnazione passiva. Si fa fare di tutto e indietreggia per paura di farle male. Si abbandona a terra con la salsiccia che gli tira le orecchie e gli salta addosso e gli lecca la faccia mentre lui socchiude gli occhi e talvolta sbuffa. L’altra sera dev’essersi rotto i coglioni pure lui se a una certa è uscito dalla sua cuccia, si è avvicinato alla serranda del garage e dall’esterno ha lanciato due <em>wof woooof!</em> ma due di numero, poderosi e convincenti che l’hanno fatta ammutolire e non ha pianto più. Quella è stata l’unica notte della scorsa settimana in cui ho chiuso occhio.</p>
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