Vauro s’incazza dopo il post e mi risponde così

Vauro, per intervenire con un commento del genere, dev’essersi non poco risentito del mio post, ma la libertà d’espressione da lui tanto proclamata, giustificazione al suo continuo calpestare il dolore della gente, che non mi trova per niente d’accordo, ma che scagiona ufficialmente le sue vignette e che lo riporterà stasera nelle case degli italiani (che seguono Annozero), vale anche per me che sono libero di manifestare il mio dissenso come credo. Potete leggere tutti, tra i commenti del post suddetto:
Sputami addosso quando vuoi educato signore, ma ,giusto per la precisione, io non guadagno mille euro a vignetta ma mille(lordi) a puntata. Poco, Tanto? Non mi lamento. Di certo sufficenti a vivere . Anche se capisco che ti possa dipiacere. Con non troppa stima ti saluto. Vauro
1000 euro lordi a puntata, non a vignetta. Ha tenuto a precisarlo e allora sì che la cosa cambia. Povero Vauro, provo quasi pena per chi, solo con i 3 minuti che gli concede Annozero, svolta 4mila euro al mese. Come potrete immaginare quella di Annozero rappresenta una parte delle entrate mensili del signor Vauro. C’è gente che per guadagnare 1000 euro (lordi) deve lavorare 8 (10) ore al giorno (nette) per un mese intero, ma questo è così scontato che non occorreva neanche che lo dicessi, si commenta da sé. A me non frega tanto del suo compenso quanto del fatto che quelli sono soldi nostri, vostri, di tutti, pure di chi non ce l’ha. Questo dovete tenerlo bene a mente. Non è qualcuno che tira fuori i suoi soldi e lo paga, siamo noi, presidenti, professori, commessi o puliscicesso della stazione Termini non importa, siamo noi che paghiamo Vauro. E sapete qual è il bello? È che non è una libera decisione, non ce l’ha chiesto nessuno se avessimo o no avuto piacere di vedere in TV uno che sa disegnare, prendere per il culo la gente che soffre. Non abbiamo deciso noi di pagare Vauro o altri individui dello stesso calibro di squallore, che vivono nelle loro belle case col sole mentre noi ci ritroviamo senza casa ad aspettare che il tempo passi in una tenda che la notte sembra una mongolfiera roboante per il forte vento e la pioggia. Noi siamo i datori di lavoro di Vauro perché siamo costretti a un canone RAI che finisce anche nelle mani di persone a cui, in un paese civile, non dovrebbe essere concesso di fare il lavoro che fanno. Un paese civile dovrebbe vergognarsi di tali elementi e invece l’Italia li manda in prima serata sulla RAI a prendere per il culo i terremotati e i morti e le cubature dei cimiteri.
Un saluto a Vauro che non mi stima, come io non stimo lui, ma questo s’era capito. Non sono uno di quelli che manifesta l’affetto sputando in faccia alla gente, insomma. Comunque una riletta al commento poteva dargliela. Quelle virgole un po’ a casaccio, dispiacere senza esse e, orrore degli orrori, cosa vedono i miei occhi, sufficienti senza i. Ecco perché Vauro disegna, è la forma di comunicazione che gli è propria per farsi comprendere dal mondo intorno, considerato che la sua lingua primaria, l’Italiano, dimostra di non assisterlo.